Bovini scuoiati vivi, il devastante viaggio dell’orrore: una sofferenza atroce

Negli allevamenti brasiliani i bovini vengono scuoiati vivi. In Italia importiamo molta carne proveniente proprio da lì. 

Bovini
Bovini-foto pixabay nickype

Un’inchiesta scioccante ha rivelato che negli allevamenti in Brasile i bovini vengono sottoposti a crudeltà inaudite. L’Italia purtroppo è complice di tutto questo poiché p la prima nazione al mondo per importazione di carne bovina brasiliana. Dietro alla carne che mangiamo si nascondono torture inimmaginabili condotte su migliaia di animali. L’Animal Equality ha concluso un’indagine su questi allevamenti scoprendo la verità che si cela dietro.

In particolari sono stati osservati tre macelli brasiliani certificati a livello municipale e statale dove avvengono però violazioni delle norme sanitarie e di benessere animale del Paese. La carne bovina brasiliana importata importata in Italia è fra le 25.ooo e 30.000 tonnellate. I poveri animali destinati a questi allevamenti sono trattati con una disumanità incredibile al momento della macellazione. Gli allevatori in questione violano ogni norma federale in materia.

Gli allevamenti brasiliani usano pratiche disumane sugli animali

Bovini
Bovini-foto pixabay Miller_estzer

Gli operatori percuotono gli animali e li legano trascinandoli per le zampe. Li stordiscono con pratiche inadeguate usando scosse elettriche e gli animali vengono macellati quando sono ancora coscienti. Inoltre questi poveri indifesi animali vengono scuoiati vivi e le loro zampe rimosse quando non sono ancora morti.

Queste e altre pratiche dolorose vengono inflitte con ricorrenza nei macelli a causa di un numero insufficiente di controlli. La cosa spaventosa è che si tratta di strutture certificate e nonostante le inchieste e le denunce di molte organizzazioni che tutelano gli animali e l’ambiente, il Governo brasiliano continua a favorire l’industria della carne senza prevedere i controlli necessari.

La scorsa estate addirittura è stata approvata una nuova proposta di legge per aumentare le esportazioni di carne senza però investire risorse maggiori nelle ispezioni in macelli e allevamenti. Tuttavia il progetto di legge è stato rimandato grazie all’intervento di Animal Equality e altre organizzazioni per la protezione degli animali.

La società civile brasiliana inoltre è stata danneggiata dalle politiche anti-ambientaliste del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. La crudeltà e le violazioni che si verificano sono insostenibili e l’Italia come gli altri paesi europei devono prendere provvedimenti immediati nei loro rapporti con il Brasile che ad oggi non è affatto un partner affidabile.

All’industria della carne in Brasile è connessa anche molta della deforestazione dell’Amazonia. In questo paese gli allevamenti intensivi e i macelli industriali sono responsabili di oltre l’80% della deforestazione. Pare poi che il 98% di questi incendi sia stato appiccato proprio dagli allevatori per disboscare le foreste.

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L’Italia d’altra parte ha indotto in media una deforestazione associata al consumo di carne compresa tra i 5.900 e gli 11.153 ettari all’anno. Molte produzioni italiana sono collegate alla multinazionale della carne JBS accusata di produrre su terreni disboscati illegalmente. Tutto questo deve finire al più presto interrompendo ogni rapporto, su questo fronte con il Brasile.