Shark Week, che cos’è e perché si festeggia: la settimana dello squalo piace a tutti

In America è tornata la Shark week, ossia la settimana dello squalo. Ecco che cos’è e perché si festeggia. 

Squali
Squali-foto pixabay baechi

Come ogni anno si sta per tenere la settimana dello squalo in America, ma molti si chiederanno di cosa si tratta. Tutto ha avuto inizio nel 1975 con l’uscita di uno dei film più famosi del mondo e terrificanti, Lo squalo di Steven Spielberg. Per il cinema fu un periodo fortunato ma per la conservazione della natura un pò meno. Il film dava un’immagine dello squalo a dir poco feroce e sanguinario.

Con questa reputazione brutale le persone hanno iniziato a temere ancora di più gli squali, ritenendoli creature malvagie pronte a tutto pur di cibarsi. La realtà non è sempre così però, gli squali sono predatori come altri non sono cattivi ma se si entra nel loro territorio reagiscono. Esattamente come farebbe un leone o un lupo, sicuramente però essendo l’acqua non il nostro habitat per noi è più difficile districarci, scappare e sopratutto vedere lo squalo.

In cosa consiste la settimana degli squali

Squalo
Squalo-foto pixabay wildfaces

La settimana degli squali deriva dalla volontà di un emittente di far conoscere al pubblico gli squali. L’istituzione ha cominciato nel 1988 e ha dato vita a quello che è diventato uno degli eventi più attesi della stagione televisiva americana. Su Discovery Channel infatti dal 24 al 30 luglio c’è la Shark week. Si può vedere anche in Italia sul sito di Discovery Channel.

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Inizialmente l’iniziativa era nata per gioco e non per scopi di conservazione, era un tentativo di attirare telespettatori durante il periodo estivo. Pertanto per l’intera settimana venivano mandati in onda documentari, serie TV, film e programmi sugli squali. Questo evento ebbe così tanto successo che l’anno dopo ripentendo l’esperimento il pubblico era estasiato.

Da quel momento la Shark Week è diventata una certezza su Discovery Channel, l’appuntamento è sempre in estate in questi giorni di luglio. L’evento quest’anno ha raggiunto il suo 34esimo anniversario ed è cresciuto molto in termini di popolarità. Basta vedere i presentatori recenti del programma, come Dwayne Johnson che al momento è uno degli attori più potenti di Hollywood.

D’altronde questo evento cattura 30 milioni di spettatori ogni anno prendendo un blocco di programmazione di 7 giorni. Esiste una guida su Livescience dove è possibile informarsi sugli eventi in programma. Potrete vedere attori famosi immergersi negli abissi alla ricerca di squali.

Ma nonostante questo programma sia nato per intrattenere, il suo unico scopo non è questo. È anche un tentativo di sensibilizzare su questi animali marini che vengono ritenuti sanguinari e brutali. Ci sono oltre 500 specie di squali negli oceani, ma l’anno scorso i loro numeri sono diminuiti del 70% negli ultimi 50 anni. Sono sempre meno gli squali e sempre più specie che sono a rischio come lo squalo bianco e lo squalo martello.

Tra le cause maggiori della scomparsa degli squali negli oceani c’è la pesca eccessiva, poi il riscaldamento globale e le conseguenze che ha sull’acqua e la circolazione oceanica. In prativa gli squali al momento sono tra gli animali più a rischio del globo e inoltre sono anche tre i più incompresi. Con la Shark week si tenta di migliorare la loro reputazione convincendo le persone a non temerli ma, invece ad ammirarli poiché sono creature davvero affascinanti.

Sono animali davvero curiosi e diversi da tutti, hanno un loro modo di esistere che è davvero interessante. Inoltre sono creature che esistono da più di 400 milioni di anni, sono tra le creature più longeve del pianeta e anche per questo meritano di essere preservarti. Si può co-esistere con loro in maniera molto semplice, cercando di limitare i nostri spazi senza invadere i loro.

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Ci sono esempi documentati di persone che nuotano in mezzo a squali senza riportare alcuna ferita. Il motivo è che fondamentalmente, al contrario di quanto si vede nei film, noi non siamo affatto il cibo preferito degli squali. Ma è anche vero che se ci imbattiamo in uno di loro particolarmente affamato non ci disdegna. In natura loro sono predatori perché sono più forti e hanno caratteristiche che li portano a cacciare. Ma non è cattiveria la loro, non sono molto diversi dai coccodrilli, i lupi, i leoni e tanti altri animali che all’apparenza possono sembrare feroci ma in realtà seguono sono la loro natura di predatori.