Squalo attacca un uomo facendogli perdere un braccio e una gamba

Uno squalo ha attaccato un uomo staccandogli parte della gamba e del braccio ma lui lo giustifica.

Squalo
Squalo-foto pixabay randgruppe

Un ex sub della Marina australiano si è immerso nelle acqua profonde per poter avere un contatto diretto con gli squali. Durante però il suo incontro uno squalo lo ha ripetutamente morso facendogli perdere parte del braccia e di una gamba. Nonostante questo episodio orribile però l’uomo ha dichiarato di non ritenere gli squali pericolosi e che anzi sono più feroci gli essere umani di queste creature marine.

Questa drammatica esperienza ha fatto avvicinare ancora di più il sub agli squali. Ha infatti cominciato a studiarli per capire quanto sono importanti nell’ecosistema. Ha scoperto che questi animali contribuiscono a mantenere l’ambiente marino in equilibrio e lo fanno controllando l’espansione di altre specie.

L’uomo attaccato dagli squali parla in loro difesa

Paul Gelder
Paul Gelder-foto instagram @paulgelder

Oggi l’ex sub della Marina è impegnato in diverse organizzazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli squali. Il suo scopo è salvare gli oltre cento milioni di squali che vengono uccisi ogni anno. Gelder ha spiegato che studiando gli squali ha capito quanto questa popolazione di animali sia minacciata.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE>>>Detriti dallo spazio impattano sulla terra, pericolo per la popolazione. Lo studio è stato pubblicato in queste ore

Gli uomini uccidono oltre cento milioni di squali l’anno è un numero irragionevole e tutto questo viene fatto per puro divertimento, per la pesca. Pertanto dovrebbero essere gli squali a temere gli esseri umani che non il contrario. Oltre al rispetto per una specie che se continua così rischia l’estinzione, bisognerebbe proteggerli anche perché sono importanti per l’ecosistema come già detto.

Per questo motivo Gelder è così attivo su questo tema, vuole sensibilizzare e far capire alle persone che gli squali non sono cattivi. In proporzioni infatti sono più gli squali uccisi che le persone. E la maggior parte delle volte le persone si salvano con i soccorsi tempestivi e gli aiuti necessari. Quindi questa paura è immotivata. Per non parlare del fatto che noi non siamo affatto le prede preferite da questi animali, spesso nemmeno ci considerano.

L’attacco di Gelder è avvenuto nel 2009 durante un’esercitazione militare. Ha riferito di aver sentito un colpo alla gamba forte e non sapeva cosa fosse perché non gli faceva male. Girandosi poi per vedere di cosa si trattasse si è trovato di fronte un enorme testa di squalo grigio. Il sub ha spiegato di non aver mai visto prima di allora uno squalo e che la sua mente in quel momento non riusciva ad elaborare la cosa.

Dopo averlo fissato negli occhi, lo squalo si è ben presto reso conto che era commestibile e ha iniziato a scuoterlo. A quel punto ha sferrato un morso prendendo contemporaneamente l’arto inferiore e la mano. Quei momenti sono stati angoscianti per Gelder e dopo essersi salvato gli hanno dovuto amputare parte dei due arti coinvolti.

Ci sono voluto mesi di riabilitazione per poter tornare a camminare e usare il braccio con le protesi, ma nonostante questo Gelder oggi afferma di non avere paura degli squali. Anzi lavora proprio per cambiare la percezione che le persone hanno di loro. Il problema fondamentale è che la maggior parte delle persone non vedranno mai uno squalo in vita loro e pertanto la loro conoscenza si basa solo sulle notizie e paure che girano.

Gli squali dunque non sono affatto mostri feroci mangiatori di uomini come tutti credono. Sono solamente animali che si comportano come tali, esattamente come farebbe un leone o una pantera se vi trovassero sul loro cammino. Invece le persone uccidono volontariamente gli squali per cibo e medicine e a volte solo per il gusto di farlo.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE>>>Nuova Zelanda e cambiamento climatico: abbandonate le abitazioni sulla costa

Se quello che viene fatto nel mare si facesse alla fauna molte persone sarebbero in prigione. Ma poiché questo avviene sotto il mare passa inosservato. Gli squali sono tra le specie più antiche del pianeta, sono sopravvissuti a cinque estinzioni e sono importanti per la salute dei mari. È quindi nostro compito tutelare questi animali.