Fotovoltaico spaziale, l’Unione Europea studia come realizzarlo

L’Unione Europea sta considerando la possibilità di raccogliere energia solare dallo spazio

Spazio
Spazio-foto pixabay luminus_art

Il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea ha affermato che l’Unione Europea sta considerando l’idea di raccogliere energia solare dallo spazio. Questo piano è enorme e molto ambizioso. Porterebbe essenzialmente due grandi benefici, che sono la riduzione delle emissioni di CO2 e l’incremento dell’indipendenza energetica dell’intera coalizione.

Per produrre 1/4 e un 1/3 del fabbisogno energetico annuale dell’Unione che è pari circa a 3.000 TWh sarebbero necessari 10 satelliti di grandi dimensioni in orbita geostazionaria a 36.000 km di altezza. Devono essere dieci volte la massa della ISS che sono 450 tonnellate.

L’Unione Europea e l’energia dallo spazio

Astronauta
Astronatua-foto pixabay wikilmages

L’idea di sfruttare l’energia dallo spazio è sicuramente ambiziosa ma è anche molto difficile da realizzare. Infatti per lanciare nello spazio tutti i componenti necessari all’assemblaggio dei satelliti potrebbero essere necessari migliaia di lanci di missili pesanti. È un lavoro che richiede dieci anni e forse di più.

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Un grande vantaggio di questa idea è che un pannello solare in orbita ha un’efficienza doppia rispetto a uno sulla superficie della Terra. Un altro vantaggio sarebbe che un’iniziativa del genere potrebbe agire da catalizzatore per un progetto serio di sviluppo di un razzo europea riutilizzabile. Diventerebbe concorrente di SpaceX.

Chiaramente però un progetto di questo tipo implica centinai di miliardi di euro e delle tempistiche molto lunghe. Secondo i calcoli ci vorranno 4-6 anni per mettere in orbita il primo satellite, ma per riuscire a raggiungere l’obiettivo di dimensioni della flotta per il 2050 sarebbe necessario incrementare di 200 volte la capacità di carico attuale.

Tuttavia due colossi nel settore aerospaziale e fisico sostengono che questa sia un’idea poco intelligente. Si tratta di Elon Musk e il fisico Casey Handmer che afferma che i vantaggi si questo progetto sono difficili da raggiungere e comunque sia il fotovoltaico spaziale non è in grado di competere con quello terrestre.

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Pertanto questa idea folle e geniale non è forse così adatta alle circostanze. Realizzare un progetto di questo tipo è lungo e costoso e non è detto che gli obiettivi vengano raggiunti nel modo desiderato. Affidarsi alle risorse della terra che già conosciamo è la scelta migliore.

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