Con i gamberi il cemento diventa più duro: è questa la sostanza segreta

L’innovazione dai gamberi come ingrediente per il cibo a componente per rendere il cemento più duro. 

Cemento
Cemento-foto pixabay pexels

I gamberi si rivelano degli ottimi elementi per rendere il cemento più duro. Questi crostacei contengono la chitina nella loro corazza, che è un biopolimero che può rendere il cemento più resistente e duraturo. Questa sostanza aggiunta alla pasta di cemento lo rende fino al 40% più resistente.

Inoltre l’utilizzo degli scarti dei gamberi contribuisce a ridurre le emissioni di Co2 che vengono prodotte dall’industria del cemento. Perciò questa sostanza aumentando la resistenza del cemento, aiuta a ridurne la quantità necessario, facendo diminuire quindi le emissioni di CO2 durante la produzione.

I gamberi rendono il cemento più forte

Fabbrica cemento
Fabbrica cemento-foto pixabay arodsje

Il cemento è un materiale che viene usato moltissimo nel mondo, è il più usato dopo l’acqua. Ma produrlo emette una grande quantità di CO2 perché richiede l’uso di combustibili fossili per raggiungere i 1.500° che servono per la cottura del clinker.

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L’industria del cemento è quindi responsabile per il 15% dell’intero consumo energetico industriale e del 5% delle emissioni di gas serra a livello mondiale. Ma ci sono anche altri problemi per l’industria peschiera, si tratta dei rifiuti ittici che ogni anno vengono prodotti in grandi quantità. In Europa ogni anno vengono prodotte 2,5 milioni di tonnellate di scarti e la maggior parte finisce in mare.

Alcuni ricercatori mirano quindi a risolvere due problemi fondamentali, ossia quello delle emissioni dell’industria cementiera e quello dei rifiuti dell’industria ittica, facendo in modo di riutilizzare i materiali di scarto tramite l’economia circolare.

Il motivo per cui i gamberi aiutano molto è che le loro corazze sono composte per il 20-30% di chitina e per il resto di carbonato di calcio. La chitina è un indurente molto efficace e il suo successo è dovuto al modo in cui interagisce con le particelle di cemento. Le nanoparticelle di chitina respingono infatti le particelle di cemento cambiando la capacità di idratazione.

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Se si aggiungono quindi i nanocristalli di chitina alla miscela di cemento, si riescono a migliorare alcune proprietà del materiale come la consistenza, la durezza, il tempo di presa e la resistenza. Questo cemento bio risulta perciò per il 40% più resistente alla flessione e per il 12% più resistente alla compressione. Perciò se si riuscirà a ridurre la quantità di cemento utilizzato mantenendo le funzioni strutturali e meccaniche e raddoppiando la vita utile allora si riusciranno a ridurre anche le emissioni di CO2.