Carburante e se fosse un’opportunità green? I possibili vantaggi

Il caro carburante può offrire alcuni vantaggi, non è solamente una conseguenza negativa della situazione che stiamo vivendo. 

Industria
Industria-foto pixabay francycrave1

Dopo l’inizio della guerra in Ucraina le conseguenze su vasta scala a livello di prezzi del carburante sono cambiate radicalmente. Il costo del carburante è aumentato in modo esponenziale ma nonostante sia sicuramente un fatto negativo, potrebbe avere un risultato positivo.

Infatti l’aumento dei prezzi potrebbe essere un buon acceleratore della transizione energetica. Tuttavia le condizioni in cui può avvenire questo sono penalizzanti per quanto riguarda l’industria. L’aumento dei prezzi sul carburante e il gas è aumentato al punto che molte famiglie dovranno scegliere se mangiare o accendere il riscaldamento e questo per le industria è sicuramente un fattore negativo.

Il caro carburante porterà alla transizione energetica?

Macchina elettrica
Macchina elettrica-foto pixabay stux

I governi al momento stanno cercando di contenere i prezzi altissimi dei combustibili fossili mettendo in atto politiche. Da un lato però si stanno tagliando le imposte su petrolio e gas per rendere queste fonti più accessibili al consumatore, dall’altro invece si sta incentivando ad adottare fonti alternativa.

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Tutto questo crea una grande confusione nel consumatore. Una cosa è certa, per rispettare gli accordi di Parigi sul clima per contenere l’aumento della temperatura, bisogna ridurre di molto l’utilizzo di combustibili fossili. E il modo più facile di fare questo è quello di tenere i prezzi alti.

Pertanto i governi dovrebbero usare le tasse che derivano dalla vendita di gas, petrolio e carburanti per finanziare lo sviluppo di fonti alternative. Solo facendo così i cittadini vorranno scegliere energie pulite invece di quelle convenzionali.

La domanda però è: come mantenere il prezzo dei combustibili alto senza scatenare l’ira dei cittadini? Le rivolte con il caro carburante sono state molte in questi mesi. Perciò in modo da evitare altre rivolte, i governi devono assicurarsi che da qui al 2050 le aziende del settore energetico tradizionale ottengano dei profitti sufficienti a pagare i lavoratori ma non abbastanza per fare nuovi investimenti. Solo così si riuscirà ad ottenere zero emissioni nel 2050.

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Perciò ogni extra profitto dovrebbe essere tassato e usato per finanziare energie pulite. E poi dovrebbe anche essere redistribuito alle famiglie come contributi pubblici in modo da affrontare il caro carburante. In conclusione si può dire che l’impennata dei prezzi di questi ultimi mesi, nonostante sia stata una tragedia per molte persone, potrebbe però essere un’occasione per accelerare la transizione energetica.