Energia pulita, lo Stato rivuole gli incentivi indietro: italiani sull’orlo del precipizio

C’è una generale preoccupazione tra i cittadini, poiché chi ha prodotto energia tramite le fonti rinnovabili dovrà ridare i soldi allo Stato. 

Energia eolica
Pale eoliche-foto pixabay EdWhiteImages

La diffusione delle fonti rinnovabili quest’anno ha raggiunto un livello mai visto prima. Le fonti di energia green permettono di ridurre i consumi e l’inquinamento nell’ambiente, pertanto sono molto gettonate. Abbiamo l’energia del vento, eolica e anche quella solare che viene erogata dai pannelli solari e impianti fotovoltaici.

Recentemente però con la guerra in Ucraina e la conseguente crisi energetica e de gas, il governo ha erogato bonus e incentivi per aiutare le famiglie in difficoltà e anche per ridurre i costi dell’installazione e mantenimento di impianti eolici o fotovoltaici casalinghi. Anche le aziende hanno usufruito delle agevolazioni.

Chi produce in più energia pulita deve ridare i soldi allo Stato?

Bollette
Soldi energia-foto pixabay Kunnasberg

Nonostante le agevolazioni per pagare meno soldi nelle bollette siano molto positive, c’è un lato negativo. infatti, dal momento che se si produce più energia pulita di quella che necessita a una famiglia normale, si può decidere di rivenderla al proprio fornitore di energia. Ma a quanto pare il denaro guadagnato dovrà essere reso allo Stato.

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Questo è già successo per esempio all’imprenditore agricolo Paolo Rodaro che a luglio ha ricevuto la PEC nella quale il Gestore Servizi Energetici gli comunicava che l’impianto installato rientrava nel perimetro del decreto Sostegni ter.

In questo decreto quindi, lo Stato stabilisce che i proprietari di alcuni impianti eolici, idroelettrici e fotovoltaici dovranno restituire i guadagni ricevuti negli ultimi anni dalla vendita proprio dell’energia ottenuta da fonti rinnovabili prodotta in più.

Questa normativa non riguarda tutti gli impianti, ma solamente quelli che hanno venduto l’energia prodotta in più a pari costo del prezzo di mercato attuale. Perciò 10 volte maggiore del prezzo medio. Quindi l’importo che per esempio il signo Rodaro dovrà restituire è di 100mila euro. Il termine stabilito per pagare è ottobre, il che non da molto tempo all’imprenditore di organizzarsi.

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Questo vale anche per le aziende che hanno investito sugli impianti idroelettrici prima del 2010. Dovranno anch’essi restituire allo Stato tre quarti delle entrate dovute alla vendita di energia sul mercato. I cittadini non sono quindi per nulla contenti di questa situazione che è sicuramente svantaggiosa.