Nascita delle piramidi, spunta una nuova ipotesi: studiosi a lavoro

È stata scoperta una nuova ipotesi plausibile per quanto riguarda la costruzione delle piramidi dell’antico Egitto. 

Piramide Egitto
Piramide-foto pixabay simon

Un recente studio ha messo in discussione tutte le convinzioni che avevamo sulla costruzione di alcuni dei monumenti dell’antichità più affascinanti al mondo, le piramidi egiziane. A quanto pare è stata una scoperta sulla morfologia fisica del sito egiziano di Giza a far nascere dei dubbi.

Per un lungo periodo gli archeologi hanno creduto che gli Egizi, con la loro unica capacità abbiano potuto sfruttare le inondazioni annuali del Nilo costruendo canali e porti temporanei per trasportare i materiali per la costruzione delle piramidi. Ma un’analisi approfondita su alcuni granelli di polline, ha evidenziato la presenza di un corpo idrico permanente a Giza.

La costruzione delle piramidi è messa in dubbio

Piramide Giza
Piramide-foto pixabay jarekgrafik

La costruzione delle piramidi ha sempre suscitato curiosità per la complessità architettonica di questi monumenti antichi realizzati migliaia di anni fa con mezzi rudimentali. Come la Piramide di Cheope, costruita 4.500 anni fa e che vanta un’altezza di 140 metri. È composto da blocchi di pietra da 2,5 tonnellate ognuno e nonostante tutto è ancora in piedi oggi.

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Ci si domanda come siano riusciti gli antichi egizi a edificare costruzioni tanto belle e complesse all’epoca. E allora forse oggi grazie ad uno studio condotto in Francia da ricercatori esperti siamo arrivati ad una scoperta sconvolgente, che ha ribaltato tutte le convinzioni degli archeologi sulla costruzione delle piramidi.

L’analisi paleoecologica basata su alcuni granelli di polline fossilizzati trovati sul terreno ha dato risultati impressionanti. Grazie a questo ritrovamento gli scienziati sono stati in grado di ricostruire il tipo di vegetazione che c’era all’epoca e gli innalzamenti e abbassamenti delle acque.

Ricostruendo l’ecosistema che caratterizzava quella zona d’Egitto si è arrivati alla conclusione che gli egiziani abbiamo creato un vero prodigio ingegneristico, costruito grazie ad un canale del Nilo che ad oggi non esiste più, il cosiddetto Ramo di Khufu. Questa invenzione consentiva di trasportare le pietre verso l’altopiano di Giza tramite delle grandi chiatte.

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A quanto pare tutto questo è stato possibile grazie ai fenomeni ambientali che hanno reso il trasporto della materia prima semplice. Infatti è stato grazie al corso d’acqua che all’epoca era navigabile, che le pietre sono arrivate a destinazione.