Ortaggi di campagna ed ortaggi di città: la differenza sostanziale

Ci sono alcuni ortaggi che crescono meglio in città e altri invece che crescono meglio in campi agricoli. 

Orto urbano
Orto urbano-foto pixabay wohnblogat

Siamo abituati a credere che gli ortaggi crescano meglio nei campi agricoli, dove le condizioni intorno a loro sono naturali e adatte. Ma in realtà potrebbe non essere affatto così. Pare che alcuni ortaggi crescano meglio in città, sembra difficile a credersi ma è vero. Offrono una produttività maggiore.

Alcuni ortaggi che vengono coltivati in un orto urbano, oppure con l’idroponica che è un processo fondamentale per il sostentamento degli astronauti durante i lunghi viaggi nello spazio, garantiscono risultati migliore. Ma quali sono le differenze tra l’orto urbano e quello agricolo?

Le differenze tra gli ortaggi coltivati in città e quelli coltivati in terreni agricoli

Orto agricolo
Orto -foto pixabay nord_mann

Un gruppo di scienziati dell’Università di Lancaster hanno determinato che la coltivazione in ambiente urbano di alcuni ortaggi risulta più produttiva di quella convenzionale nei terreni agricoli. È stata condotta una meta-analisi di 200 studi condotti 53 paesi con 2000 osservazioni per arrivare a questo risultato.

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Sono state individuate alcune colture che secondo gli studi, crescerebbero meglio in città. Chiaramente con una coltivazione efficace e in spazi appositi. Gli scienziati hanno esaminato tetti e strade mettendoli a confronto con orti, giardini e parchi per capire come crescono le colture in diversi ambienti.

Quello che è emerso è che alcuni vegetali ricchi di acqua, come ad esempio la lattuga e i pomodori, sono molto avvantaggiati dall’idroponica. Inoltre le coltivazioni in ambiente controllato consentono di raccogliere i prodotti tutto l’anno. Anche le patate e i cetrioli crescono meglio in ambiente urbano.

Nello specifico, le differenze a livello di resa complessiva negli spazi interni e in quelli verdi esterni sono poche. Quello che invece differisce molto è l’idoneità dei tipi di colture ai diversi spazi grigi. Come le lattughe, broccoli e cavoli che sono più adatte ad essere coltivate in verticale negli spazi interni rispetto ad altre.

Tuttavia non è sempre facile conciliare la natura con gli spazi interni, poiché alcune piante o alberi certo non si prestano a crescere in piccoli spazi chiusi. Non avrebbero lo spazio per svilupparsi e per affondare le proprie radici. Quindi questo discorso può valere solo per determinati ortaggi.

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Al momento pare che tra il 5 e il 10% di legumi, ortaggi e tuberi viene coltivato in ambiente urbano, mentre il 15 e 20% del cibo globale viene prodotto nelle città. L’agricoltura urbana perciò può offrire dei vantaggi come la sicurezza dei prodotti e la sostenibilità e resilienza. Tuttavia non si può non considerare l’impatto delle emissioni di carbonio di questi sistemi e gli effetti dell’inquinamento urbano sulla qualità dei prodotti. Ci sono ancora molti studi da condurre per venire a capo della questione.