Ritrovata una città perduta nell’Oceano: la scoperta è incredibile

Sul fondo dell’oceano è stata trovata una città perduta come non si era mai vista. La scoperta è incredibile. 

Prese d'aria di calore
Campo idrotermale-foto yotubube INGV

Due anni fa alcuni scienziati hanno trovato la città perduta, chiamata così perché nessuno ne conosceva l’esistenza prima. Si trova a più di 700 metri sotto la superficie dell’acqua. Non si tratta però di un insediamento umano, ma al contrario di un campo idrotermale. Si tratta di quello che viene considerato l’ambiente di ventilazione più longevo che c’è nell’oceano. Una scoperta del genere non era mai stata fatta fino ad ora.

In questa zona dunque, sono 120.000 anni e anche di più che il mantello della Terra si solleva e reagisce con l’acqua di mare per soffiare idrogeno, metano e altri gas che vengono disciolti nell’oceano. Nelle fessure e spaccature di questo posto, gli idrocarburi alimentano nuove comunità microbiche anche in assenza di ossigeno.

Trovato il primo campo idrotermale sul pianeta

Campo idrotermale
Campo idrotermale-foto youtube INGV

I campi idrotermali non erano mai stati scoperti fino ad ora. Le sorgenti che rilasciano il gas caldo a una temperatura di 40° sono la dimora di crostacei e lumache. Ci sono altri campi idrotermali sul pianeta e negli oceani in tutto il mondo, ma al momento questo è l’unico che è stato scoperto e visitato.

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Di questa città perduta sono molte le cose che incuriosiscono. Per esempio, gli idrocarburi prodotti dalle prese d’aria non sono stati formati dall’anidriade carbonica atmosferica e nemmeno dalla luce solare, ma bensì da reazioni chimiche che s’innescano sul fondo marino profondo.

Inoltre, dal momento che gli idrocarburi rappresentano le fondamenta della vita è probabile ipotizzare che la vita abbia avuto origine proprio in un habitat come questo. Vale per il nostro pianeta e anche per gli altri. Questo ecosistema è attivo anche su Saturno, Giove e forse anche Marte.

L’ecosistema della Città Perduta non dipende però dal calore del magma. Per fare un paragone, i camini vulcanici producono sopratutto minerali ricchi di ferro e zolfo, mentre quelli di questo luogo producono fino a 100 volte più idrogeno e metano.

Nonostante questa scoperta sia davvero entusiasmante, c’è una brutta notizia. Infatti la Polonia nel 2018 ha ottenuto i diritti per poter estrarre le profondità marine che si trovano intorno alla città perduta. Questo causerebbe inevitabilmente la distruzione del luogo.

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Pertanto diversi esperti stanno chiedendo di far inserire la Città Perduta nell’elenco del Patrimonio dell’umanità, in modo da proteggere questo fenomeno naturale. Come sempre l’uomo è mosso dall’avidità e per denaro è disposto a tutto, anche a distruggere una realtà che esiste da più di 100.000 anni.