Centrali nucleari a carbone, ripartiranno a pieno regime: i motivi della decisione

L’attivazione delle centrali nucleari a carbone è vicina ormai. Ecco quali siti torneranno a funziona in pieno regime. 

Riattivazione centrali carbone
Centrale carbone-foto pixabay stevepb

È fondamentale al momento realizzare risparmi utili a livello europeo per prepararsi alle interruzioni delle forniture di gas dalla Russia. Per questo motivo in questi mesi si  lavorato per cercare fonti alternative. Oltre ai risparmi sul gas e le centrali sul territorio si sta lavorando per rimettere in funzione le centrali a carbone.

Il Mite ha pubblicato il Regolamento per realizzare risparmi utili a livello europeo immediatamente. Questo per prepararsi alle eventuali interruzioni di forniture di gas ma anche per rispettare i termini europei di riduzione dei consumi previste per il periodo 2022-2023.

Quali centrali a carbone torneranno in pieno regime

Centrale carbone riattivazione
Centrale carbone-foto pixabay Benita5

Le centrali a carbone stanno per tornare in auge. Per poter tagliare il consumo di gas e diversificare le risorse, occorre massimizzare la produzione di energia elettrica da impianti che sfruttano combustibili diversi dal gas, quindi carbone, olio combustibile e bioliquidi.

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La produzione a carbone e olio delle centrali esistenti, contribuiranno a ridurre di circa 1,8 miliardi di standard metro cubo per realizzare risparmi molto utili a livello europeo in vista dell’inverno. Perciò in Italia è via libera a una maggiore spinta delle centrali elettriche a carbone e a olio combustibile. Pur essendo due fonti inquinanti è inevitabile in questa fase di emergenza utilizzarle per produrre energia.

Sono sei le centrali a carbone speciali presenti sul territorio. Quelle a carbone sono in quattro casi dell’Enel e si trovano a Fusina (Venezia), Torrevaldaliga (Civitavecchia) Brindisi e Portovesme in Sardegna. Poi la compagnia Ep Produzione possiede una centrale di carbone a Fiume santo in Sardegna.

A2a invece ne possiede una a Monfalcone oltre ad un impianto a olio combustibile che è collocato a San Filippo del Mela. Questi impianti sono tutti pronti a produrre di più. Sono già operative le centrali italiani e alcune sono state rimesse in funzione ad hoc dopo la richiesta del governo nei mesi scorsi.

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Sono quindi tutte pronte a rispondere all’appello a produrre ancora di più nei prossimi mesi. È doveroso rassicurare chiunque possa avere dei dubbi sulla sicurezza di queste centrali. Infatti pur essendo datate, sono perfettamente a norma rispetto alle regole italiane che riguardano le emissioni, che per altro sono più severe di quelle europee. Tutte le centrali italiane a carbone e a olio combustibile hanno dei filtri ai camini, perciò si può stare tranquilli.