Stapelia, questi sono i problemi più comuni: come evitarli per il bene della pianta

La stapelia è una pianta molto bella che necessita di alcune cure specifiche. Ecco tutto quello che serve sapere per coltivarla. 

Stapelia rinvaso
Stapelia-foto pixabay thevetia2

Se vi interessa coltivare la stapelia, allora dovete conoscere tutto su questa pianta dal rinvaso ai problemi comuni. Intanto la stapelia è una pianta succulente della famiglia delle Asclepiadaceae, originaria dell’Africa meridionale.

Si tratta di piante succulente a fusti eretti che poi aumentano in lunghezza. Il colore è verde chiaro ma può arrivare a diventare rosso scuro per alcune specie. In estate produce fiori a cinque lobi che emanano un odore alquanto sgradevole. L’odore è simile a quello della carne in putrefazione e di conseguenza attira insetti pronubi facilitandone l’impollinazione entomofila.

Rinvaso della stapelia e cura della pianta

Stapelia cura
Stapelia-foto pixabay lernestorod

Il rinvaso della stapelia è molto importante ed è diverso per le piante giovani e quelle adulte. Le prima infatti nei loro primi anni di vita crescono e si sviluppano molto, specialmente in larghezza. Questo accade in poco tempo. Pertanto necessitano di un rinvaso regolare che si deve effettuare una volta all’anno in primavera.

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Le piante adulte invece sono sensibili ai rinvasi e non li amano. Pertanto le stapelie, che hanno raggiunto una certa maturità vengono lasciate negli stessi vasi fino a che non c’è l’urgenza del rinvaso o separazione del cespo.

Quando raggiungono un tasso di crescita normale e regolare possono essere rinvasate ogni 2-3 anni, oppure si può aspettare fino a quando la pianta non ha più spazio nel vaso vecchio. La stapelia si diffonde abbastanza velocemente in ampiezza ma è vero anche che il suo apparato radicale è poco sviluppato.

Perciò nella scelta del vaso bisognerà tenere conto di questo aspetto e sceglierne uno non troppo profondo e non troppo grande. Il motivo è che un contenitore più piccolo contribuirebbe alla formazione di fiori mentre un vaso spazioso spingerebbe la pianta a produrre molti più germogli.

Se si considera poi il peso sbilanciato della chioma rispetto all’apparato radicare, servirà un vaso che possa dare stabilità alla pianta. La scelta quindi più giusta è di un vaso in terracotta con fori di drenaggio. Quando arriverà poi il momento del rinvaso, bisognerà prendere un vaso e posizionare sul fondo uno strato di drenaggio costituito da ciottoli, argilla espanda o ghiaia. Dovrà occupare 1/3 del contenitore.

Questo servirà a prevenire il ristagno di acqua nel substrato, che causerebbe lo sviluppo di una malattia fungina dannosa o anche letale per la pianta. Si dovrà aggiungere anche uno strato di terriccio per piante grosse o un mix di invasatura preparato secondo le seguenti indicazioni.

Si deve estrarre la pianta dal vecchio contenitore facendo attenzione a non distruggere il panetto di terra che avvolge le radici, poi si rimuovono i vecchi germogli secchi. Così la fioritura sarà copiosa. Successivamente si sistemerà la stapelia ripulita nel nuovo contenitore e riempendo i lati con il terriccio. Non bisognerà innaffiare per almeno una settimana dopo il procedimento, serve per evitare il marciume.

La stapelia va sottoposta poi ad una potatura ottimale ogni anno. Per farla bisognerà solamente individuare i germogli vecchi che presentano aree danneggiate o secche. Questi germogli non fioriranno più e quindi meglio tagliarli. Sul taglio bisognerà poi spargere della polvere di cannella per evitare infezioni batteriche. Con la potatura si migliorerà l’estetica della pianta e si stimolerà anche la produzione di fiori.

Come propagare la stapelia

La propagazione della stapelia non è la più facile che ci sia. Ci sono tre metodi per propagare questa pianta. Alcuni sono più efficaci di altri. Si può ricorrere alla moltiplicazione per divisione, talea o seme. Nel primo caso si approfitta del rinvaso periodico per dividere una pianta adulta e piena. Si divide quindi il cespo in due o più parti per poi mettere in dimora le nuove parti in vasi separati. Questo metodo è efficace.

Invece la propagazione per talea consiste nel ricavare le talee dai vecchi germogli usando quelli che sono stati rimossi durante il rinvaso. Altrimenti si possono usare porzioni di steli che hanno già fiorito. Anche un giovane germoglio può essere tagliato via dallo stelo principale.

In ogni caso bisogna usare il coltellino affilato e disinfettato. La talea va poi fatta asciugare per qualche giorno. A quel punto si piantano le talee in un substrato di sabbia a cui aggiungeremo la torba tritata finemente. Attenzione ai ristagni in questa fase.

Infine la propagazione per seme consiste nel raccogliere i semi impollinati che hanno l’aspetto di baccelli che contengono altri semi. Passerà un anno prima che possano essere pronti. Una volta completata la maturazione il baccello si romperà rivelando i semi ricoperti di lanugine. I semi si devono seminare appena raccolti.

Bisogna riempire un contenitore con un substrato sabbioso e spargere poi i semi ricoprendoli con uno strato leggero di terra. Si copre poi tutto con una pellicola per mantenere l’umidità. Le prime piante compariranno entro 20-30 giorno. Una volta cresciute le piantine dovranno essere piantate in singoli vasi.

Le stapelie sono resistenti a malattie e all’attacco di parassiti. I problemi più gravi per queste piante sono il ristagno idrico nel substrato. Abbondanti innaffiature possono condurre al marciume e poi in seguito alla morte.

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Se la stapelia non fiorisce può essere a causa di una mancanza di luce, svernamento a temperature troppo alte, innaffiature troppo abbondanti, fertilizzante sbagliato o anche eccesso o mancanza di nutrimenti nel substrato. Infine occorre ricordare la linfa della stapelia può essere tossica, perciò è bene indossare sempre i guanti quando la maneggiamo. Se viene a contatto con la pelle la cosa migliore è lavarsi accuratamente.