Prezzo del pellet alle stelle, quello di mais è la svolta ma c’è un problema

Il prezzo del pellet è salito di molto, con il pellet di mais invece si risparmia ma c’è un lato negativo. Ecco quello che dovete sapere. 

Pellet di mais economico
Pellet di mais-foto instagram @koalaenergy

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Il pellet è una soluzione che normalmente dovrebbe essere più economica e sostenibile per creare la combustione nelle stufe e riscaldare le case. Tuttavia ad oggi con l’incremento della richiesta per via dei rincari sulle bollette, sono aumentati molto i prezzi del pellet. Una soluzione allora può essere il pellet di mais.

Con l’inflazione, il caro energia e caro carburante le persone non possono più permettersi di spendere soldi. La situazione in Italia è sempre più complessa e con l’avvicinarsi dell’inverno è anche peggio. Tutti hanno il terrore dei consumi energetici. Per questo motivo occorre trovare soluzioni per riscaldare la casa che siano più economiche.

Cos’è il pellet di mais e perché conviene

Pellet di mais meglio di quello tradizionale
Pelle mais-foto instagram @omar_gusson

Il pellet tradizionale è indubbiamente il biocomustibile più utilizzato, ma oggi ha raggiunto cifre esagerate. Prima con 5 euro si comprava un sacco da 15 chilogrammi, ora servono 15 euro per lo stesso sacco. In pratica è triplicato il prezzo rispetto al 2021. Una spesa che diventa insostenibile per molti, visti i rincari e l’inflazione.

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I prezzi son aumentati a causa del crollo delle importazioni, dal momento che con la crisi energetica i paesi produttori hanno deciso di non esportare il pellet ma invece di tenerselo. Tuttavia la domanda aumenta da parte delle famiglie e quindi i prezzi salgono alle stelle e il prodotto scarseggia. Ormai è difficilissimo trovare il pellet e se c’è costa 1.000 euro al quintale. Per produrre il pellet serve molta energia, quindi il 40% del costo di produzione è dato dalla spesa energetica. Ecco quindi che la situazione è molto complessa.

Un’alternativa però c’è, si tratta del pellet di mais. Una soluzione vantaggiosa perché è economica ed ecologica allo stesso tempo. È un sottoprodotto della produzione agricola che viene chiamato agripellet. Il procedimento produttivo è simile a quello del pellet tradizionale. In pratica il mais si fa essiccare in luoghi non umidi. I chicchi essendo molto simili tra loro garantiscono un prodotto omogeneo, quindi una biomassa uniforme e compatta.

Per bruciare il pellet di mais, serve una stufa policombustibile ossia quelle che possono usare sia i biocomustibili legnosi che quelli di grano. Ci sono anche stufe pensate solo per il pellet di mais ma i prezzi sono alquanto alti. Certo il risparmio è assicurato in ogni caso e il costo viene ammortizzato in pochi anni, dato che la resa è dell’80%.

Se confrontiamo il pellet tradizionale con quello di mais, capiamo quest’ultimo ha alcuni fattori positivi che lo rendono migliore. Per esempio la capacità di riscaldare, infatti il pellet di mais produce ben 6.000 kwh/kg e ha un’umidità del 15%. Queste caratteristiche fanno in modo che abbia un potere calorifico che è superiore del 30% rispetto al pellet tradizionale.

Gli aspetti negativi però sono che il pellet di mais è un biocombustibile soggetto a improvvisi cambiamenti nei prezzi, dovuti più che altro alle stagionalità e anche ai possibili fattori esterni e che non si possono prevedere. Come le malattie delle piante e l’abbassamento della produzione.

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Un altro svantaggio è che le ceneri prodotte sono maggiori rispetto a quelle del pellet tradizionale e quindi la manutenzione deve essere maggiore. Infine c’è il problema dei costi della stufa, infatti se non si possiede una stufa policombustibile i costi diventeranno molto alti.