Emissioni inquinanti da C02, l’Unione Europea punta sul parquet

Dentro al parquet c’è la C02 lo sapevate? L’Europa vuole sfruttare il materiale per rimuovere le emissioni inquinanti. 

Parquet per ridurre le emissioni
Parquet -foto pinterest

Bruxelles sta delineando le attività di carbon farming, la riforestazione, aree agricole a riposo e anche pavimenti in legno massiccio che trattengono calore e riducono i consumi. Inserire quindi nelle case il parquet in legno, aiuterà a ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Questa è stata una delle soluzioni proposte dalla Commissione europea per creare un quadro in grado di certificare l’eliminazione di carbonio dall’atmosfera. La proposta è basata su iniziative di natura volontaria e promuove tecnologie innovative e anche soluzioni sostenibili per l’agricoltura.

L’idea dell’Ue di usare il parquet per ridurre le emissioni

Parquet come può servire a ridurre le emissioni
Parquet -foto pinterest

L’impegno dell’Ue per ridurre le emissioni continua, al momento sta lavorando ad un sistema di certificazione trasparente e credibile. Il piano è di applicare nelle case il parquet in legno per ridurre le emissioni di C02.

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Ci sono moltissime attività che sono ammesse, come tecnologie industriali, in particolare la bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio o la cattura e stoccaggio diretto del carbonio nell’aria. Ci sono anche le pratiche di carbon farming e quindi sequestro del carbonio nei suoli, da usare in agricoltura e silvicoltura.

Sono diverse le pratiche efficaci di carbon farming, come l’afforestazione e la riforestazione, così anche come le forme di agricoltura mista che combinano vegetazione legnosa come alberi e arbusti con sistemi di produzione vegetale e/o animali sullo stesso terreno. Anche la conversione mirata di terreni coltivati a maggese risulta utile allo scopo.

In questo elenco non rientrano invece altre due tecnologie, come la cattura del carbonio fossile per lo stoccaggio o l’utilizzo. Sono tecnologie che contribuiscono a riciclare o a stoccare le nuove emissioni di C02 fossile, evitando che vadano ad aggiungere alle emissioni esistenti, non sono però in grado di rimuovere il carbonio presente nell’atmosfera.

Gli alberi mentre crescono, catturano le emissioni. Una volta che l’albero viene lavorato, questo carbonio rimane imagazzinato nei prodotti di legno e così facendo si riduce la Co2 presente nell’atmosfera. Quando gli alberi vengono abbattuti dalle industrie europee del legno, queste sono tenute alla ripiantumazione degli alberi. Questo meccanismo risponde a una politica forestale ecologica rigorosa e garantisce che il legno europeo utilizzato provenga da foreste gestite in modo sostenibile.

Con il parquet in legno massiccio può avvenire una prima modalità di sequestro del carbonio che prevede la riduzione di C02. Questi pavimenti sono efficienti dal punto di vista energetico anche perché non necessitano di grandi quantità di energia durante la produzione a differenza di altri materiali come la plastica o anche il bambù.

Il parquet agisce come isolante, rallentando la conducibilità del calore. Le industrie che li producono affermano che il pavimento in legno non è fatto di alberi morti, ma rimane un prodotto vivo che reagisce quindi all’ambiente in cui si trova.

Inoltre il pavimento in legno assorbe la temperatura del riscaldamento e quindi preserva il calore nelle stanze e aiuta a ridurre il consumo e i costi di riscaldamento. Per altro negli ultimi anni si è diffuso il riscaldamento a pavimento e le due cose possono lavorare in modo efficiente garantendo una temperatura ideale.

I criteri di valutazione indicati da Bruxelles per una verifica dell’eliminazione del carbonio sono quattro. La quantificazione, poiché queste attività devono essere misurate. L’addizionalità, ossia le misure devono andare oltre le pratiche già esistenti e obbligatorie. Si deve poi trattare di uno stoccaggio a lungo termine. Infine c’è il criterio della sostenibilità, che prevede che le attività devono perseguire obiettivi come l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’economica circolare e la tutela della biodiversità.

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Sono previste forme di finanziamento pubblico e privato. Le risorse per la rimozione di carbonio per esempio, potranno essere recuperate dalla Politica agricola comune, dal Fondo di sviluppo regionale. Contribuiscono anche i programmi Life e Horizon Europe.