Saldi e consumi (per i negozi), a quanto ammontano sulla bolletta?

Sono cominciati i saldi, ma quanta energia consumano i negozi che tengono le porte aperte? Scopriamo la verità. 

Negozi porte aperte consumi
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I saldi sono ufficialmente cominciati ma quanto costa ai negozi tenere le porte aperte in fatto di energia. Tenere le porte aperte con il riscaldamento acceso dentro non fa per niente bene alla bolletta dell’energia, il consumo è eccessivo.

Anche se sono stati emessi dei divieti a livello comunale, molte norme sono state aggirate, con la motivazione da parte dei commercianti che le porte chiuse disincentivano l’ingresso. Il fatto è che con le collezioni invernali esposte, i clienti provano capi pesanti nei negozi dove ci sono temperature che sfiorano i 25° e allo stesso tempo i negozi hanno installato delle barriere di temperatura dette lame d’aria.

In pratica le lame d’aria sono barriere posizionate all’entrata delle attività commerciali e hanno lo scopo di evitare le dispersioni di temperatura. Così si evitano le dispersioni di temperatura e così di evita il sovraccarico dei condizionatori, che non devono sforzarsi per mantenere una temperatura stabile con le porte aperte.

I negozi con i saldi consumano più energia

Saldi ecco cosa succede con i consumi
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Quando arrivano i saldi, i negozianti tendono a tenere aperte le porte dei negozi per incentivare l’ingresso dei clienti. Inoltre tenere le porte aperte con le lame d’aria aumenta lo smog, l’unica soluzione quindi è chiudere le porte. Se i negozi stanno con le porte chiuse non c’è alcun problema di concorrenza quindi possono tranquillamente farlo.

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L’inquinamento per l’ambiente è un grosso problema, che negli anni ha portato a delle conseguenze davvero assurde e drammatiche. Proprio in quest’ultimo periodo abbiamo potuto assistere a una serie di cambiamenti climatici importanti.

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Dalla siccità al caldo anomalo e poi le alluvioni e fenomeni di tornado e tempeste di ogni natura. Nel 2016 Legambiente aveva condotto diversi blitz in alcuni negozi a Milano scoprendo poi che su 112 negozi monitorati, il 70% aveva le porte aperte. Si era rivelata una dispersione termica nella parte inferiore degli edifici. Una ricerca poi condotta dall’Università di Cambridge ha rilevato che le cosiddette barriere d’aria sopra la porta sono tra i maggiori sprechi di energia, una sola infatti consuma 24 kWh al giorno e questo equivale a emettere 92 kg di CO2 a settimana.