Acetosella gialla, una pianta davvero particolare: le caratteristiche

L’acetosella gialla è una delle erbe più aspre che ci siano. Scopriamo le sue caratteristiche e le ricette.

Acetosella gialla ecco come coltivarla
Acetosella gialla-foto pinterest orizzonteenergia.it

Se non avete il limone a casa usate l’acetosella gialla. È un’erbetta davvero molto gustosa che presenta dei fiori gialli fluo. Vediamo come riconoscerla e sopratutto come poterla usare in cucina. Il nome comune è acetosella gialla e invece quello scientifico è Oxalis pes-caprae, il nome generico della pianta deriva dal greco oxys che vuol dire acido. Il motivo è che ha un sapore alquanto acidulo.

Per-caprae invece sta per piede di capra e deriva dal latino. È stato assegnato per via della forma delle foglie che ricordano molto lo zoccolo dell’animale. Alcuni sostengono che sia la forma dell’apparato radicale ad assomigliare vagamente al piede della capra.

L’acetosella è conosciuta anche come agretta, lambrusca, melagra, juliola, salicchia, pentecoste ed erba brusca bassa. In Campania è anche conosciuta con il nome di zualimone per il suo sapore acidulo che ricorda molto il succo di limone. Viene chiamata anche in altri modi in altre parti.

Tutte le caratteristiche dell’acetosella

Acetosella gialla ecco perché è speciale
Acetosella gialla-foto pinterest orizzonteenergia.it

L’acetosella è stata introdotta in Italia nei primi del 1800. In passato veniva utilizzata dagli Egizi, Greci e dai Romani per favorire la digestione. Questa pianta sin dal Medioevo è stata utilizzata per insaporire le insalate e in quell’epoca in Inghilterra veniva coltivata in tutti gli orti per la preparazione di minestre e salde piccanti.

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Come altre piante, l’acetosella preannuncia temporali rialzando e chiudendo le sue foglioline come un ombrello. Un tempo i bambini succhiavano e masticavano le foglie e i fiori della pianta per assaporare il sapore acidulo.

Una volta si preparava un prodotto detto anche sale di acetosella con l’acido ossalico prodotto dalla pianta, che serviva per cancellare le macchie di inchiostro e ruggine dai tessuti e per pulire il cuoio. È anche un ottimo mordente per i colori e un disincrostante dei radiatori dell’automobile usato anche per lucidare oggetti metallici di rame e bronzo.

Riconoscere questa pianta è semplice per le sue foglie a tre foglioline a cuore e per i brillanti fiori gialli fluo a 5 petali. È originaria del Sudafrica ed è presente in tutte le regioni d’Italia, isole comprese. Probabilmente è stata introdotta nel 1806 nell’isola di Malta da una signora inglese che proveniva dalla Città del Capo.

Si tratta di una pianta erbacea perenne con rizoma carnoso e con bulbilli a goccia da cui si sviluppano velocemente le piantine. La foglia portata da un lungo picciolo è composta da tre foglioline cuoriformi con la superficie liscia, verde e spesso con macchie purpuree nella pagina superiore.

In primavera ogni pianta produce circa 20 bulbi che rimangono sul suolo dormienti in estate e poi germogliano in autunno fiorendo con brillanti fiori giallo fluo a cinque petali dai mesi invernali novembre e dicembre fino in primavera inoltrata.

Questa pianta contiene calcio e potassio, ma alcuni esperti sostengono di non esagerare con il consumo della pianta. L’acetosella contiene mucillagini, vitamina C e i suoi ottimi effetti antiossidanti. Ha poi proprietà diuretiche, astringenti, depurative e anche rinfrescanti.

Veniva persino indicata nella medicina popolare come antinfiammatorio, diuretico e depurativo. Veniva utilizzata come rimedio contro disturbi gastrici e renali. Applicata fresca esternamente sulla pelle è anche un lenitivo per punture, graffi e altro.

Si coltiva facilmente l’acetosella, basta solo mettere in dimora le radici carnose delle piante in primavera. Si possono disporre a terra o in un vaso grande le radici di acetosella posizionando la pianta in modo che il colletto sia disposto al livello del suolo. Attenzione al freddo però perché lo teme molto.

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L’acetosella si può usare per preparare tisane molto buone e poi arricchisce minestre e insalate. Si può anche essiccare raccogliendo le foglie e facendola essiccare appunto al sole. Eventualmente si possono usare anche per preparare un buon piatto di spaghetti alla scappa-limone.