Mercato immobiliare in crisi, le abitazioni devono essere green: la direttiva europea

L’Unione Europea si è posta un obiettivo importante, avere case green entro il 2030. A spese chiaramente dell’UE. 

Unione Europea iniziativa case green
Case green-foto pinterest orizzonteenergia.it

Milioni di proprietari saranno costretti a ristrutturare i loro immobili per poter arrivare in classe energetica “E”. L’integralismo ambientalista di Bruxelles rischia di bruciare il mercato immobiliare e anche i risparmi di una vita.

L’Europa questa volta chiede qualcosa che rischia di mettere in ginocchio moltissimi italiani, proprietari della casa in cui vivono e alle prese con i sacrifici di una vita per estinguere mutui e debiti per avere questo tetto sulla testa.

Tuttavia non hanno scelta perché l’Unione Europea ha preso degli impegni specifici con l’Agenda 2030 per garantire la riduzione delle emissioni inquinanti in Europa entro il 2050. Perciò molte persone andranno incontro a ricadute sui loro conti correnti e risparmi di una vita.

L’Unione Europea mette delle condizioni sulle case

Casa green ecco il futuro
Case green-foto pinterest orizzonteenergia.it

Per ridurre le emissioni inquinanti in Europa, l’Unione Europea ha preso negli anni vari provvedimenti per andare verso un’ottica green. Parliamo sia di auto che di costruzioni e case. Spesso queste iniziative però hanno messo in difficoltà le persone perché ognuna di queste ha avuto ripercussioni sul portafoglio.

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Adesso arriverà un’altra direttiva europea sull’efficientamento energetico degli immobili, compresi nuovi vincoli e requisiti su quanto e come potranno consumare le nostre abitazioni e lo fa in modo orizzontale e cieca. Sono anni già che si discute a Bruxelles di questo e ora è arrivato il momento delle conclusioni.

Entro marzo dunque arriverà l’approvazione definitiva da parte del Parlamento europeo e a seguire l’intimazione a tutti gli Stati membri di adeguarsi cambiando tutto in leggi e sistemi di controllo e sanzioni. Questo significa che nell’ultima formulazione, la direttiva prevede l’obbligo entro il 1° gennaio 2030 di portare tutti gli immobili residenziali almeno in classe energetica “E”, mettendo fuorilegge quelli delle classi “F” e “G”.

Poi nei 36 mesi successivi bisognerà scendere alla classe “D” fino ad arrivare alle zero emissioni entro il 2050. Questo significa attualmente, che in Italia oggi non sarebbero in linea con le nuove prescrizioni il 60,4% delle abitazioni, una percentuale che sale al 77,6% applicando il livello richiesto per il 2033.

Sono milioni e milioni le case di persone che dovranno mettere mano al portafoglio per costose opere di ristrutturazione complessiva. Parliamo d’interventi di coibentazione delle facciate, isolamento termico, rifacimento degli infissi, ammodernamento delle caldaie e installazione progressiva di impianti solari per coprire buona parte del fabbisogno energetico.

Le regole varranno per tutti, dal nord della Finlandia alla Grecia. Non ci saranno differenziazioni sui contesti ambientali e climatici e sulla situazione del patrimonio immobiliare. Anche se le esigenze di riscaldamento in Svezia per esempio non sono quelle della Sicilia. O che i centri storici di città e paesi in Italia e Grecia presentano spesso delle difficoltà insuperabili.

L’Europa quindi chiede qualcosa senza farsi carico di ragionare sugli effetti immediati e a lungo termine di questa intromissione violenta nella vita di tutti. Ci sono varie sanzioni previste, come il divieto di vendere o affittare una casa non certificata secondo nuovi parametri. Il mercato immobiliare andrà a recepire gli obblighi della direttiva green facendo crollare il valore di molti immobili e bruciando in un attimo i risparmi e gli sforzi di una vita di milioni di persone.

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Questo metterà in difficoltà anche il sistema bancario che ha concesso mutui a lungo termine stimando il valore dell’immobile preso a garanzia secondo le vecchie regole. Si tratta quindi di una deriva integralista miope e preoccupante. L’Italia sarà molto penalizzata dalle nuove regole.