Sesta estinzione di massa, siamo vicini: cause e conseguenze

Stiamo per andare incontro alla sesta estinzione di massa, ma che cosa vuol dire di preciso? Ve lo spieghiamo. 

Dinosauri era estinzione
Dinosauri-foto pixabay orizzonteenergia.it

Sapete cos’è un’estinzione di massa? E quante se ne sono verificate? Dunque tutti sappiamo che la storia dell’uomo è molto breve rispetto a quella della Terra. Ci siamo evoluti in base al clima e siamo noi a modificarlo ma questo non è un merito anzi.

Il clima è fondamentale per la nostra sopravvivenza e anche quella di tutte le altre specie del mondo. Dal clima dipendono molte delle nostre attività. Le nostre strutture sono fisse non si adattano al clima ma lo subiscono.

Noi dobbiamo salvarci dai rischi legati al cambiamento climatico. La Terra ha già cambiato le sue condizioni climatiche diverse volte durante il suo ciclo vitale, alternando infatti periodi glaciali a quelli con temperature altissime. E questo ha avuto inevitabilmente un effetto sulle specie.

Rischiano la sesta estinzione di massa

Nuova estinzione di massa
Estinzione-foto pixabay orizzonteenergia.it

L’Onu ogni due anni pubblica un report sul numero di persone presenti sul Pianeta. Nel 2019 eravano 7 miliardi e 800 milioni. Ora invece siamo 8 miliardi e 23 milioni. Entro il 2050 potremmo raggiungere i 10 miliardi e più la nostra popolazione cresce e più questo avrà un impatto sulla Terra che stiamo sfruttando oltre le sue capacità di rigenerazione.

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Ogni paese ha un OvershootDay, ossia la data in cui la domanda dell’umanità di risorse e servizi ecologici in un dato anno supera quella che la Terra può rigenerare in quell’anno. Per l’Italia questo giorno è stato il 15 maggio 2022.

Tutto questo ha conseguenze importanti e gravi sul clima, la biodiversità e la nostra esistenza. In un mondo così sovrappopolato non ci sono le condizioni per resistere e adattarsi a fenomeni di continua siccità o innalzamento delle temperature e dei mari. Siamo responsabili in parte di un’estinzione di massa. Si tratta nello specifico della sesta estinzione di massa.

Vuol dire che stiamo andando incontro a condizioni irreversibili dovute al fatto che abbiamo sfruttato troppo i combustibili fossili. E così facendo abbiamo quindi alternato la composizione chimica dell’atmosfera, abbiamo pertanto aggiunto anidride carbonica e altri gas andando a creare delle mutazioni climatiche dell’arco di tempo di qualche anno.

I risultati si possono vedere anche ad occhio umano con le piogge acide e lo smog. Si parla di estinzione perché uno studio rivela come in 500 anni siamo stati la causa della scomparsa di 260 mila specie nel mondo, dal 1500 dopo cristo fino ad oggi.

A scuola tutti abbiamo studiato le 5 estinzioni famose, quella dei dinosauri avvenuta durante una transizione biotica, ossia un periodo di sovvertimento dell’ecosistema terrestre caratterizzato dalla scomparsa di un elevato numero di specie. Le specie che sopravvivono sono quelle dominanti. Questa non è altro che la selezione naturale di Darwin.

La prima estinzione è accaduta 450 milioni di anni fa, l’estinzione Ordoviciano-Siluriano che indica l’inizio e la fine dei periodi del Paleozoico. Fu caratterizzata dall’abbassamento dei mari a causa di forti glaciazioni. In questa estinzione sono scomparsi l’85% di invertebrati e pesci primitivi.

La seconda estinzione è avvenuta 375 milioni di anni fa e ha sterminato l’82% delle specie presenti sulla Terra. Questo periodo è durato 50 milioni di anni e si è verificata una bassa presenza di biodiversità in questo lasso di tempo. Le cause dell’estinzione potrebbero essere state un corpo estraneo o i cambiamenti nella circolazione oceanica. Viene chiamata Evento kellwaser.

È ricordata invece come la transizione biotica più disastrosa di tutti i tempi la Permiano-Triassico, avvenuta 250 milioni di anni fa dove il 96% delle specie animali ha perso la vita. Le cause di questa estinzione sono ancora incerte come lo è il periodo in cui è durata. Si pensa all’impatto di un meteorite ma c’è anche l’ipotesi di un vulcanismo che liberato nell’atmosfera talmente tanta anidride carbonica da rendere il mare anossico cioè senza ossigeno praticamente.

Abbiamo poi il periodo Triassico-Giurassico, parliamo di 200 milioni di anni fa quando la Terra ha subito un notevole aumento della temperatura di 5 gradi. Lo scenario che l’ONU vorrebbe evitare per il nostro futuro. In questa transizione il 76% delle specie è stato sterminato. Le cause sono attribuibili al cambiamento delle condizioni climatiche e l’impatto di corpi celesti.

Infine c’è stato anche il Cretaceo-Paleocene, che è la transizione più conosciuta perché è quella che ha visto l’estinzione dei dinosauri e il 75% delle specie viventi. È avvenuta 65 milioni di anni fa a causa dell’impatto di un’asteroide secondo quanto emerge dal sito ohga.it.

Se analizziamo le tempistiche in qui sono avvenute queste estinzioni possiamo capire che stiamo andando incontro ad una nuova estinzione di massa. Un milione di specie animali e vegetali sono a rischio estinzione. Bisogna quindi intervenire per ridurre le azioni determinanti della perdita di biodiversità. Le cause sono da attribuire chiaramente ai cambiamenti nell’uso del suolo e del mare, lo sfruttamento di organismi, il cambiamento climatico, l’inquinamento e l’invasione di specie aliene (quelle che derivano da altre zone).

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Negli ultimi anni si è già verificata l’estinzione di circa il 10% di tutte le specie viventi, tra queste il rinoceronte di Sumatra, lo scricciolo dell’Isola di Clarion, la tartaruga gigante spagnola e la rana arlecchino. Il Pianeta quindi è in pericolo ma con un buon piano di ripartizione delle risorse e l’uso sostenibile della biodiversità possiamo salvarlo.