Case green, non tutti gli edifici dovranno essere ristrutturati: la lista

Quali sono gli immobili esclusi dall’obbligo di ristrutturazione introdotto con la nuova direttiva Ue sulle case green.

Case green nuova direttiva Ue quali escluse
Case green-foto pixabay orizzonteenergia.it

È arrivata una direttiva europea sule case green che prevede la ristrutturazione di molte case. Ancora deve iniziare l’iter ma la notizia sta già facendo discutere molto. Il governo italiano contesta infatti il rischio di dover ristrutturare milioni di edifici a un costo molto elevato per consentire alle abitazioni di essere in linea con le nuove regole comunitarie nel 2030.

In attesa di scoprire come andrà ad evolversi la direttiva e come verrà approvata, si può cominciare per lo meno a comprendere quali abitazioni non dovranno essere ristrutturate obbligatoriamente per ottenere un miglioramento energetico adeguato per consentire il passaggio alle classi energetiche richieste dall’Ue.

Alcuni edifici sono esclusi, come per esempio quelli storici o dal particolare valore architettonico e anche gli immobili che si trovano in aree vincolate o protette. E poi ancora per quelle abitazioni che vengono usate per meno di quattro mesi l’anno, ossia le seconde case.

Le eccezioni alle regole Ue per le case green

Case green nuova direttiva Ue
Case green-foto pixabay orizzonteenergia.it

Al momento ci sono delle eccezioni all’applicazione delle nuove regole previste dalle direttive Ue sulle case green. Sono previste deroghe che sono totali o parziali. Per esempio agli Stati membri verrà lasciati la possibilità di decidere se esentare alcune categorie di immobili per una serie di edifici. Perciò questo significa che l’Italia può decidere di non introdurre l’obbligo di ristrutturazione.

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Ma capiamo allora quali sono le categorie di immobili che potrebbero essere escluse dall’obbligo di ristrutturazione. Ci sono per esempio gli edifici sotto tutela, come gli immobili storici o anche dall’elevato valore architettonico.

Sono previste deroghe anche per gli edifici tutelati in quanto si trovano all’interno di alcune zone, ossia quelle vincolate o protette. I vincoli possono essere quelli del Codice dei beni culturali come le zone costiere, i territori vicini a fiumi e laghi e anche parchi e zone di interesse archeologico.

Potrebbero anche rientrare i centri storici o le aree di notevole interesse pubblico. Queste sono le categorie che si possono escludere dall’obbligo, ma dipenderà poi anche dal recepimento della direttiva. Alcune di queste aree potrebbero non essere incluse nella lista delle deroghe.

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Tra le eccezioni potrebbero essersi gli edifici residenziali che vengono usati per meno di quattro mesi l’anno o per un periodo limitato con un consumo energetico inferiore al 25% del consumo che avrebbe tutto l’anno. Quindi sono esenti le abitazioni in cui il consumo energetico è basso, come le seconde case. Si tratta di circa 5,5 milioni di case in Italia.