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A 5 anni dal disastro nucleare di Fukushima

    LA RAINBOW WARRIOR DI GREENPEACE A FUKUSHIMA PER LE ANALISI DELLA RADIOATTIVITÀ DELLE ACQUE 

    Con l’avvicinarsi del quinto anniversario del disastro di Fukushima (11 marzo 2011), Greenpeace Giappone annuncia di aver avviato un’indagine sulla contaminazione radioattiva  delle acque dell’Oceano Pacifico causata della centrale nuclearecentrale nucleare
    Le centrali nucleari hanno uno schema di funzionamento del tutto simile a quelle di una classica centrale a vapore. La differenza sta nel modo in cui viene generato il calore. Infatti nelle centrali nucleari non ci sono i generatori di vapore classici, ma il vapore viene generato utilizzando il calore messo a disposizione dalla reazione nucleare di fissione. Questa consiste in una reazione a catena nella quale alcuni atomi colpiti da neutroni si dividono in atomi più leggeri dando origine ad altri neutroni che colpiscono altri atomi,ecc… liberando un enorme quantitativo di energia secondo il principio di Einstein. Le centrali nucleari che sfruttano la fusione sono ancora in fase di studio.
    di Fukushima
    . L’analisi viene condottacondotta
    Rete di tubazioni adibite al trasporto di combustibili (gas e petrolio) dai luoghi di produzione ai luoghi di stoccaggio, di imbarco, di trattamento e di consumo.
    da una nave di ricerca giapponese con un dispositivo unico nel suo genere: si tratta di un ROV (Remotely Operated Vehicle), equipaggiato con uno spettrometro in grado di rilevare la presenza di raggi gamma e un dispositivo per la campionatura dei sedimenti. 

    Greenpeace, 5 anni dopo radioattività acqueL’ex primo ministro giapponese Naoto Kan, in carica al tempo del disastro nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    , si è unito all’equipaggio della Rainbow Warrior, la nave ammiraglia di Greenpeace, e ha lanciato un appello per l’abbandono totale dell’energia nucleareenergia nucleare
    Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l’uraniouranio
    Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell’aria e nell’acqua. L’uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l’uranio 238 (per il 99.9 %), l’uranio 235 (l’uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l’uranio 234, in piccolissime tracce.
     235, contenuto in piccola concentrazione nell’uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l’enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all’acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
    . «Credevo che l’avanzata tecnologia giapponese potesse impedire il verificarsi di un incidente nucleare come quello di Cernobyl. Ma è successo. E mi sono trovato di fronte all’eventualità di dover evacuare circa 50 milioni di persone, a rischio per l’incidente nucleare di Fukushima Daiichi. Da quel momento, ho cambiato idea», dichiara Kan. «Non dobbiamo correre un rischio così grande. Dovremmo invece muoverci verso energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    più sicure e meno costose, che rappresentano opportunità economiche per le futurefuture
    Contratto a termine standardizzato, stipulato all’interno di un mercato regolamentato, in cui chi lo sottoscrive si prende l’obbligo di acquistare o vendere un determinato bene ad una data e prezzo prefissati.
    generazioni
    ».

    La TEPCO (Tokyo Electric Power Company) ha prodotto finora più di 1,4 milioni di tonnellate di acqua radioattiva per cercare di raffreddare le centinaia di tonnellate di combustibile del reattore fuso nelle unità 1, 2 e 3 della centrale di Fukushima Daiichi. Oltre all’iniziale rilascio di elementi radioattivi in acqua durante le prime settimane dall’incidente e il continuo rilascio dalla centrale ogni giorno, la contaminazione radioattiva è entrata anche nel terreno, in particolare nelle foreste e nelle montagne di Fukushima, e continuerà a permanere nell’Oceano Pacifico per almeno 300 anni.

    «Il disastro di Fukushima è stato il più grande episodio di rilascio di radioattività nell’ambiente marino della storia. C’è un urgente bisogno di comprendere l’impatto che questa contaminazione sta avendo sull’oceano, come la radioattività vada diffondendosi e allo stesso tempo e riconcentrandosi lungo la catena alimentare, e le relative implicazioni», afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. 

    Le indagini di Greenpeace proseguiranno per tutto il mese di marzo e si svolgeranno lungo le coste della prefettura di Fukushima, in un raggio di 20 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi.  Il team sta collaborando con scienziati provenienti dal laboratorio indipendente Chikurin-Sya di Tokyo e dal francese ACRO. Questa indagine sulla radioattività è la venticinquesima ricerca sugli impatti dell’incidente nucleare di Fukushima condotta dall’organizzazione dal marzo 2011. 

    Non si intravede ancora una fine della vicenda per le comunità locali di Fukushima, molte delle quali non possono fare ritorno a casa a causa della contaminazione radioattiva. Solo tre dei cinquantaquattro reattori nucleari esistenti in Giappone nel marzo 2011 sono attualmente in funzione. Il governo giapponese ha fissato l’obiettivo, irrealistico, di riportare 35 reattori in funzione entro il 2030, nonostante i numerosi problemi tecnici e le cause legali intentate dai cittadini stiano mettendo in seria discussione il ritorno della produzione nucleare in Giappone. 

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