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Accesso all’Energia: sfida tecnologica e sociale contro la povertà

  • Autore: Emanuela Colombo

di Emanuela Colombo, Delegato per la Cooperazione allo Sviluppo dei Paesi Terzi
Dipartimento di EnergiaEnergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
– Politecnico di Milano

 

Att_App_Loghi/ART_INT/E_COLOMBO.jpgEsperti internazionali uniti a Montreal si sono interrogati al WEC (World Energ Council) sul tema dell’accesso all’energia che, in un mondo sempre più globale, coinvolge molteplici aspetti e molteplici attori con problematiche specifiche e differenti dal Nord al Sud del mondo.
Qualche mese prima a Milano, il seminario “Access to energy in developing countries” organizzato dalla Fondazione EnergyLab e tenutosi presso Casa dell’Energia il 9 giugno, ha cercato di approfondire il tema nei suoi aspetti più generali riunendo la comunità nazionale ed internazionale, le organizzazioni non governative, le università, le imprese e le istituzioni italiane e dei Paesi interessati per avviare una riflessione, ricavarne suggerimenti e aprire un comune ragionare su quali le possibili linee di intervento. Tale seminario è espressione dei lavori di un Laboratorio attivo all’interno di EnergyLab che riunisce le cinque università milanesi (Statale, Bicocca, Cattolica, Bocconi e Politecnico di Milano) e le Fondazioni di A2A e Edison.

Perché questo interesse? Perché la rilevanza che l’energia ha assunto e assume nel panorama internazionale diviene sempre più riconosciuta e le implicazioni che il suo impiego genera sull’ambiente e sulla società sono ormai diventate elementi di criterio discriminante per le scelte tecnologiche e politiche nel settore.
Esiste un legame inscindibile tra energia e sviluppo, e l’accesso all’energia è condizione indispensabile per contribuire, in accordo con il primo Obiettivo del Millennio, alla lotta contro la povertà. Il concetto di povertà è oggi interpretato, infatti, come una mancanza di opportunità non solo e non esclusivamente di natura economica. Di conseguenza, la disponibilità di energia per l’individuo, come risorsa essenziale per l’accesso a servizi di vario genere, diviene una precondizione necessaria per la promozione umana e sociale, da gestire nel rispetto dell’ecosistemaecosistema
È l’insieme di tutti gli organismi viventi (animali e vegetali) presenti in un determinato ambiente e delle relazioni che intercorrono tra di loro e tra essi e il sistema fisico circostante.
del pianeta.
Oggi l’accesso all’energia è diventato ancora più essenziale: senza energia diviene, infatti, più complesso depurare e sanificare le acque, conservare i farmaci e far funzionare gli ospedali, migliorare la produzione agricola e supportare la filiera agroalimentare, incrementare le opportunità di scolarizzazione e di educazione, accedere al mondo dell’informazione e della comunicazione.
Parimenti, la mancanza di accesso per vastissime fasce della popolazione mondiale è causa del “development divide” che impedisce di rompere il ciclo della povertà e di perseguire efficacemente gli Obbiettivi del Millennio. I numeri rimandano immediatamente a un problema di equità nella distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
: 1.8 miliardi di persone non ha accesso all’energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
, 1 altro miliardo di persone ha accesso a reti elettriche non affidabili e 3 miliardi di persone si affidano alle biomasse tradizionali per la cottura dei cibi e l’illuminazione.

L’accesso all’energia nei paesi a basso reddito

L’accesso all’energia non è quindi ancora un’opportunità per tutti e, come atteso, la maggior parte della popolazione mondiale che non ha accesso alle energie commerciali moderne (gas, energia elettrica e nuove rinnovabili) vive proprio nei Paesi a basso reddito (99%) e la maggioranza (80%) vive nelle zone rurali. La quasi totalità di coloro che non hanno accesso a reti affidabili si addensa nelle periferie o nei quartieri informali dei grandi agglomerati urbani dei Paesi a basso reddito. Inoltre, proprio perché il sistema energetico dei Paesi a basso reddito è basato su biomassabiomassa
In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende ” la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani “. Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
tradizionale, presenta alcune criticità in materia di sostenibilità.

Da una parte bisogna considerare l’aspetto ambientale: i bassi rendimenti e l’elevato inquinamento delle tecnologie utilizzate in loco producono emissioni nocive per la salute dell’uomo e per l’ambiente; inoltre il processo di raccolta del legno avviene in modo incontrollato, contribuendo così grandemente al processo di deforestazione, alla desertificazione e all’impoverimento dei terreni agricoli. Dall’altra parte vi è l’aspetto sociale: nelle zone rurali sono spesso i bambini e le donne ad avere il compito di provvedere all’approvvigionamentoapprovvigionamento
Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
energetico della famiglia su base giornaliera. Le conseguenze sociali di questo fenomeno, cui si aggiunge l’analogo problema per il reperimento del fabbisogno giornaliero di acqua e di cibo, vincolano inevitabilmente le prospettive di sviluppo del Paese, andando a limitare le potenzialità delle risorse umane più importanti per il futuro.

Queste considerazioni porterebbero a interpretare il problema dell’accesso all’energia solo come un problema di “accessibilità”, cioè di disponibilità della risorsa e dunque a declinarlo in relazione all’assetto contingente del contesto tecnologico.

Tuttavia, la mancanza di accesso energetico non è sempre legata alla mancanza effettiva di fonti energetiche. Il più delle volte nei Paesi del Sud del mondo, pur ricchi di materie prime, non riescono a tradurre tale ricchezza in una crescita degli indicatori che forniscono l’efficacia complessiva del sistema energetico (efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
, penetrazione dell’energia elettrica e impiego delle nuove rinnovabili). I motivi sono molteplici, e i principali sono legati all’assetto strutturale:

  • Contesto politico: la rilevanza del tema è stata percepita solo recentemente da parte delle istituzioni governative locali e degli organismi internazionali, che hanno iniziato a muovere gli aiuti allo sviluppo in questa direzione per perseverare concretamente nella lotta alla povertà;
  • Contesto culturale: i Paesi a basso reddito, non essendo caratterizzati da una specifica cultura scientifica e tecnologica, devono rafforzare la propria capacità di promuovere e sostenere la ricerca applicata e l’attitudine all’innovazione.
  • Contesto economico. La disponibilità finanziaria, sempre piuttosto critica, li vincola, in parte, nelle scelte: le possibilità di investire in grandi infrastrutture sono scarse e, analogamente, grande attenzione deve essere posta nella identificazione di scenari di penetrazione per le nuove rinnovabili al fine di privilegiare le soluzioni che possano garantire anche la sostenibilità economica (generazione distribuita, mini e micro “grid”, soluzioni “stand-alone”). E’ bene ricordare che attualmente i paesi industrializzati [12] sono i principali investitori nel settore delle nuove rinnovabili perché possono sopportarne i costi che ancora vincolano ad una politica di incentivi.

L’accesso all’energia e in particolare all’energia commerciale o moderna è certamente un problema sociale che deve essere affrontato con un approccio multidisciplinare e, come suggerito dalla IAEA negli indicatori energetici per lo sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
, essere in grado di garantire la tutela della salute e l’equità attraverso l’adozione di tecnologie e politiche appropriate.

Considerazioni conclusive e linee di azione

Un’unica soluzione al problema dell’accesso all’energia non può esistere. La strada di ricerca e successivamente di progettazione e implementazione passa, con ogni probabilità, per un insieme di soluzioni appropriate ai contesti specifici che possa includere un mix di fonti energetiche e di tecnologie e un insieme di politiche adeguate e sia così in grado di garantire un reale sviluppo energetico, equo e sostenibile.

L’accesso all’energia rappresenta una vera sfida tecnologica e sociale e un terreno ove le sinergie tra Nord e Sud del mondo e tra attori differenti possono portare alla realizzazione di programmi di cooperazione nei quali il trasferimento tecnologico diventi vera e propria costruzione collettiva di conoscenza e di tecnologia e dunque strumento vero di sviluppo umano e sociale. Occorre parlarne a livello internazionale seguendo l’esempio del WEC, occorre farlo anche nei contesti locali per pianificare e agire sfruttando le molteplici occasioni di incontro e discussione che nei prossimi anni si presenteranno. Milano ha l’Expo 2015 come occasione unica per far riflettere, valorizzare le buone pratiche e convogliare le energie di tutti gli attori pubblici e privati coinvolti a differente titolo su un tema così sfidante e così di peso per lo sviluppo globale. E come ogni occasione si può cogliere o perdere. Ma è facoltà di tutti noi scegliere la strada.

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