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Accordi internazionali sul clima – La strada verso Parigi

Dal 1997, anno del Protocollo di Kyoto, sono stati numerosi gli accordi internazionali sul clima che hanno portato agli Accordi di Parigi del 2015.

    Le azioni internazionali per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e ridurre le emissioni trovano la maggior evidenza nel Protocollo di Kyoto del 1997 e negli Accordi di Parigi del 2015; ma negli anni intercorsi fra i due accordi vi sono state tappe importanti che hanno consolidato strategie congiunte tra i vari paesi per salvaguardare il pianeta. Di seguito i principali punti delle conferenze che hanno consentito di arrivare agli Accordi di Parigi del 2015.

    Conferenza di Copenaghen – 2009

    Nel 2009 a Copenaghen si sono riuniti i delegati 192 paesi per cercare di trovare un accordo internazionale per stabilire obiettivi per ridurre le emissioni di gas serra. La Conferenza è passata alla storia per le difficoltà nel trovare un accordo, raggiunto in parte solo nelle ultime ore della Conferenza da 30 paesi mentre i restanti si sono limitati a prenderne atto.

    L’Unione Europea aveva proposto di raggiungere entro il 2020 l’obiettivo “20-20-20”, ovvero ridurre le emissioni del 20% rispetto al 1990, aumentare l’utilizzo delle rinnovabili per coprire il 20% del fabbisogno energetico comunitario e ridurre del 20% il consumo di energia. La proposta ha trovato principalmente in USA, Cina e Brasile difficoltà ad essere accettata, in quanto questi paesi si sono mostrati poco inclini ad accettare standard tanto elevati oltre che vincolanti.

    Nelle ultime tre ore della Conferenza è stato finalizzato l’Accordo di Copenaghen; si tratta di un documento formato da 12 punti senza efficacia vincolante con lo scopo di limitare l’aumento della temperatura globale entro i 2° C. I paesi industrializzati si sono impegnati a stanziare per il primo triennio 30 mld di dollari per il finanziamento di azioni finalizzate a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici nei paesi di sviluppo; altri 100 mld di dollari sono invece stati destinati oltre ai paesi in via di sviluppo, ai paesi più poveri per sviluppare l’utilizzo di energie rinnovabili.

    Conferenza di Cancùn – 2010

    Durante la Conferenza tenutasi nella città messicana di Cancun i rappresentanti dei vari paesi hanno consentito, per la prima volta, di arrivare a riconoscere formalmente che il riscaldamento globale deve essere contenuto al di sotto dei 2°C rispetto alle temperature pre-industriali.

    Tra gli altri punti principali troviamo:

    • L’introduzione di norme più severe riguardo al monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni e dei finanziamenti per il clima;
    • La formalizzazione dell’impegno dei paesi industrializzati ad erogare ai paesi in via di sviluppo 100 mld di dollari all’anno, di cui 30 a titolo di finanziamento rapido nel periodo 2010-2012;
    • L’istituzione del Fondo verde per il clima, nuove strutture e istituzioni per rafforzare il sostegno ai paesi in via di sviluppo come ad esempio: trasferimento di tecnologia o il programma REDD+ per arginare la deforestazione delle foreste tropicali.

    Conferenza di Durban – 2011

    I negoziati avvenuti durante la Conferenza di Durban, Sudafrica, hanno portato all’adozione di una serie di misure finalizzate al raggiungimento di un accordo globale che includesse tutti i paesi più inquinanti ed all’estensione del protoccolo di Kyoto all’Unione Europea e ad un altro gruppo di paesi.

    Di seguito i principali punti della conferenza:

    • E’ stato dato il via libera alla seconda fase del Protocollo di Kyoto a partire dal 2013 fino al 2017. La prima fase (2008-2012) comprendeva tutti i paesi industrializzati tranne gli USA. La seconda fase è stata applicata all’Unione Europea e ad una cerchia ristretta di altri paesi industrializzati;
    • E’ stata istituita la Piattaforma d’azione di Durban come azione rafforzata finalizzata alla negoziazione di un nuovo quadro giuridico globale entro il 2015 per diventare vincolante a partire dal 2020. Il nuovo quadro giuridico ha come principale obiettivo di aumentare l’ambizione per ridurre le emissioni inquinanti.
    • E’ inoltre stato raggiungo un accordo per nuovi sistemi di protezione delle foreste, per il trasferimento tra i vari stati delle tecnologie, stabilendo inoltre nuove misure sull’adattamento. Sono anche stati inclusi i risparmi di emissione nel conteggio dei crediti nel mercato delle emissioni.

    Conferenza di Doha – 2012

    Nella città qatariota di Doha nel 2012 è stato rinnovato il piano di riduzione delle emissioni di gas serra. Durante questa Conferenza è stato definito il cosiddetto “emendamento di Doha” con obietti al 2020 di ridurre le emissioni di gas serra del 18% rispetto ai livelli del 1990.

    Tra gli altri punti principali emersi:

    • finalizzazione dei dettagli della seconda fase del Protocollo di Kyoto;
    • Nuovo piano di lavoro per i negoziati per un nuovo accordo globale;
    • E’ stato reso operativo il meccanismo tecnologico istituito a Cancun avviando inoltre un programma di lavoro sul meccanismo di mercato istituito a Durban.

    Conferenza di Varsavia – 2013

    I lavori sono terminati nella serata del 23 Novembre dopo 30 ore ininterrotte di negoziati tra i vari paesi.

    Le principali decisioni:

    • E’ stato stabilito un calendario che determina gli orizzonti temporali entro cui i paesi dovranno presentare i contributi previsti per il nuovo accordo globale sul clima. Inoltre si è giunti alla definizione delle modalità con cui velocizzare gli impegni al 2020;
    • E’ stato istituito un meccanismo per trattare le perdite ed i danni causati dagli effetti dei cambiamenti climatici nei paesi più poveri e nei paesi in via di sviluppo;
    • Inoltre si è arrivati alla definizione di un meccanismo di rafforzamento per attuare i provvedimenti già adottati come ad esempio: i finanziamenti sul clima, il programma REDD+, maggior trasparenza nelle relazioni dei vari paesi sulle emissioni.

    Conferenza di Lima – 2014

    Durante i lavori della Conferenza Onu di Lima si è arrivati di imporre a tutti i paesi alcuni vincoli basati su chiarezza, trasparenza e comprensibilità, relativi ai contributi previsti per gli accordi del 2015. Sulla base di questo testo tutti i paesi entro il 1° Ottobre 2015 sono stati tenuti a presentare all’ONU impegni quantificabili ed equi di riduzione delle emissioni.

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