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ACQUA POTABILE: SOLWA – SISTEMA DI ENERGIA SOLARE CHE DEPURA L’ACQUA DI MARE E LE FALDE INQUINATE

    Il dispositivo SOLWA (acronimo di SOLar WAter), nasce da un progetto che è stato messo a punto da Paolo Franceschetti, laureato in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente a Padova, nel corso del suo dottorato di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

    Questo dispositivo alimentato da Pannelli Fotovoltaici è una specie di scatola nera che attira le RadiazioniRadiazioni
    Termine generico utilizzato per indicare fenomeni di trasporto dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    . Le radiazioni sono onde elettromagnetiche che possono essere caratterizzate da una determinata lunghezza d’onda a seconda della sorgente che le genera. La radiazione visibile, per esempio, è costituita da onde elettromagnetiche che percepiamo sotto forma di luce e che associamo a colori diversi. I raggi X, invece, sono radiazioni di minore lunghezza d’onda  emesse da elettroni molto veloci che decelerano bruscamente urtando contro un bersaglio metallico. Sono radiazioni molto penetranti utilizzate in diagnosi medica e in molte altre situazioni in cui occorre “vedere” all’interno di oggetti chiusi.
    Solari
    , funziona secondo lo stesso principio di un pentola in cui si fa bollire dell’acqua, presenta quindi al suo interno una vasca contenente l’acqua da depurare: una volta evaporata, grazie al calore dei Raggi Solari, viene spinta in un’altra cavità da una ventola poi, come in un comune alambicco, il vapore torna allo stato liquido ma libero dal sale e da sostanze inquinanti.

    I prototipi vanno da 1 a 12 mq, ma Franceschetti – che nel frattempo ha anche fondato un’azienda per la commercializzazione del sistema, SOLWA SRL – punta a creare dispositivi di maggiore dimensioni e capacità, fino a 100 mq, così da poter fornire Acqua, non solo alle singole case, ma anche a intere comunità.

    Una possibile risposta ai Problemi Idrici di molte zone del mondo, specialmente quelli della fascia tropicale – non ha costi di gestione rilevanti, non richiede una speciale manutenzione –  ma presenta un limite: per ottenere grandi quantità di Acqua Potabile servono anche terreni di estese dimensioni in cui installare i Pannelli SolariPannelli Solari
    Pannelli in grado di assorbire calore dal sole per riscaldare un fluido. Essi sono costituiti da un insieme di tubi affiancati (fasci tubieri) all’interno dei quali altri tubi (assorbitori) trasferiscono il calore assorbito ad un fluido termovettore (per esempio acqua nel caso di riscaldamento di acqua sanitaria). Esternamente il pannello è costituito da un telaio che sorregge dei vetri che hanno sia il compito di proteggere il fascio tubiero da sporcamento e da eventi meteorologici, sia il compito di far passare le radiazioni del sole facendo però in modo che esse, una volta assorbite e rimesse dai tubi, restino comunque all’interno del pannello (è come se il calore venisse intrappolato all’interno del pannello).
    .

    A settembre sarà messo in commercio il primo apparecchio standard, probabilmente ad un costo piuttosto elevato, ma per impianti di grandi dimensioni, seguendo le economie di scalaeconomie di scala
    Relazione tra l’aumento della dimensione dell’unità di produzione di un bene e la riduzione dei costi medi. Questo significa che al crescere delle dimensioni dell’impianto, diminuisce il costo medio del bene prodotto perché le risorse utilizzate come input vengono “sfruttate” in modo più efficiente. Sulla curva che rappresenta il legame tra le grandezze (dimensione impianto -costo medio di produzione) esiste un punto di minimo al di sopra del quale non è più conveniente aumentare ulteriormente la produzione perché altrimenti si va incontro a diseconomie di scala. Le economie di scala vanno valutate in una prospettiva di lungo termine.
    , si potrebbe arrivare a ridurre il costo fino ad un 50%.

    Maggiori dettagli del Progetto SOLWA (PDF)

    Video – Paolo Franceschetti, Università Ca’ Foscari – C’è una “serra” che potrebbe risolvere il problema della sete nel mondo

    Orizzontenergia.it

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