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Acqua preziosa per le centrali elettriche… E se venisse a mancare a causa del riscaldamento climatico?

    Per raffreddare le turbine delle centrali elettriche serve acqua dolce e fresca. Fiumi e bacini hanno sempre svolto questa funzione. Con il riscaldamento globale, però, la loro portata si riduce sempre di più. Meno acqua sempre più calda. Secondo una ricerca coordinata dall’International Institute for Applied Systems Analysis di Laxenburg in Austria e finanziata dalla Commissione Europea, nei prossimi 50 anni la produzione di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    termoelettrica in Usa e d Europa potrebbe calare del 20% proprio a causa della minore disponibilità di acqua dolce per raffreddare le centrali
    .

    La ricerca ha esaminato 61 centrali in Usa e 35 in Europa con differenti tipi di alimentazione e di raffreddamento.â?¨
    La capacità generativa potrebbe calare fra il 4% e il 19% tra il 2031 e il 2060 arrivando perfino a triplicare il rischio di blocco totale dell’attività.
    Per capire la portata di questa previsione, basta considerare che le centrali termoelettriche (alimentate a combustibile fossilecombustibile fossile
    Combustibile formatosi nel corso delle ere geologiche (come il petrolio, il carbone o il gas) che viene estratto dal sottosuolo. Tali risorse non sono considerate rinnovabili.
    o nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    ) forniscono il 78% dell’energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    in Europa e il 91% di quella statunitense. Tutto il sistema potrebbe quindi risentire pesantemente degli effetti dei cambiamenti climatici in atto.

    Gli esperti sono al lavoro per trovare soluzioni alternative di immediata applicazione. Una strategia da seguire potrebbe essere quella di ridurre la dipendenza di queste centrali dall’acqua dolce sostituendola con l’acqua salata di mare.
    Pavel Kabat, direttore dell’Istituto Internazionale per l’analisi dei sistemi applicati (Iiasa) di Vienna e co-autore dello studio, dice che questa soluzione non è però a breve termine visto che le centrali termoelettriche hanno una vita media di 50-60 anni e non possono essere trasferite vicino ad altre fonti di acqua.
    Un’altra possibilità potrebbe essere, secondo Kabat, quella di passare a nuovi impianti alimentati a gas, che sono più efficienti e utilizzano meno acqua rispetto a quelli alimentati a combustibile fossile e nucleare.

    Fonte: Terna, 02/07/2012

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