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Ambiente: Allarme microplastiche nel Mediterraneo, concentrazione sempre più elevata

    Allarme microplastiche nel Mediterraneo – A Napoli la più elevata concentrazione nelle coste italiane

    Da uno studio condotto lungo le nostre coste, è stata rinvenuto un valore medio di 0,52 oggetti per metrocubo; il valore massimo è stato registrato a Portici (Napoli). Le microplastiche stanno sempre più “soffocando” i nostri mari.

    plastica inquinamento Mediterraneo.jpgIl Mar Mediterraneo “ospita” una grande quantità di microplastiche, la cui concentrazione ha oramai raggiunto i valori registrati in alcune aree dell’Oceano Pacifico. Il Mar Mediterraneo, per sua conformazione, facilita la concentrazione dei rifiuti con il rischio di elevati danni alla fauna e flora marina.

    Uno studio congiunto dell’Istituto di Scienze Marine del CNR di Genova, dall’Università Politecnica delle Marche e da Greenpeace Italia, ha fatto luce sui livelli di inquinamento delle coste italiane I ricercatori, in occasione dell’iniziativa “Meno Plastica più Mediterraneo“, hanno raccolto campioni in 19 punti dei nostri mari per analizzare la concentrazione e composizione  delle microplastiche.

    Dai primi risultati emerge uno scenario piuttosto allarmante, sebbene prevedibile: in tutti i punti di campionatura è stata riscontrata presenza di plastica; il valore medio è pari a 0,52 oggetti per metro cubo. Il valore massimo è stato registrato a Portici (Napoli) con valore di concentrazione pari a 3,56 oggetti/m3, mentre il valore di concentrazione più basso appartiene al punto di campionamento di Capo Rizzuto, 0,06 oggetti/m3.

    Secondo Greenpeace, per evitare la dispersione di microplastiche nei nostri mari, è necessario che la plastica usa e getta venga eliminata dalle aziende nelle fasi di produzione, in quanto i processi di ricicloriciclo
    Operazione grazie alla quale è possibile recuperare un materiale avviandolo a trattamenti specifici per poterlo riutilizzare.
    da soli non possono migliorare la situazione.

     

    Per consultare i primi dati delle analisi vi invitiamo a consultare il rapporto ufficiale

     

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