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Ambiente: In Svizzera verrà stoccata la CO2 in una zona popolata

Il progetto mira a verificare se l'argilla che caratterizza il territorio del progetto possa contenere la CO2 senza alcuna fuoriuscita.

    In Svizzera, nei prossimi 8 mesi, si svilupperà per la prima volta in assoluto un progetto che prevede lo stoccaggio sotterraneo della CO2 in un’area abitata; il diossido di carbonio verrà pompato nelle rocce del Monte Terri, ubicato nel Massiccio della Giura che occupa territorio svizzero, francese e tedesco.

    Al progetto parteciperanno sia scienziati provenienti da tuttto il mondo (USA, Giappone, Canada, Francia) sia compagnie internazionali come ENI, BP, Total e Chevron. Gli scienziati dissolveranno il diossido in dell’acqua salta e la soluzione ottenuta verrà pompata nella roccia mediante un pozzo trivellato. Il Monte Terri è noto per uno strato di argilla che copre la roccia calcarea: il progetto infatti intende valutare se l’argilla sia un materiale adatto per contenere la CO2 nella roccia.

    Un progetto di questo tipo è già stato testato sia in Algeria (nel deserto), sia nel Mare del Nord (nei fondali al largo della Norvegia), ma i test non erano mai stati effettuati in un’area popolata. Questo punto ha sollevato le preoccupazioni di Greenpeace secondo cui queste nuove tecnologie possono legittimare all’inquinamento e ridurre gli sforzi per contenere le emissioni.

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