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Ambiente: Le novità introdotte dal decreto Salvamare

Il decreto Salvamare era stato ideato per contrastare la diffusione della plastica in mare, ma il suo raggio d'azione è stato allargato anche ad altri rifiuti.

    Il decreto Salvamare, ovvero il provvedimento relativo alle “Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare“, ha come obiettivo di risanare l’ecosistema marino promuovendo pratiche di economia circolare in grado anche di coinvolgere la popolazione ad adottare modelli comportamentali virtuosi. La misura era stata ideata per contrastare il problema della plastica in mare, ma dopo essere stata discussa in Parlamento ne è stato allargato il raggio d’azione.

    Una delle principali caratteristiche del provvedimento riguarda le imbarcazioni, le quali avranno la possibilità di consegnare in appositi punti di raccolta interni ai porti, quei rifiuti pescati accidentalmente in mare o nei fiumi. Questi rifiuti verranno assimilati per legge agli stessi rifiuti prodotti dalle navi. Precedentemente la normativa imponeva di rigettare in mare questi rifiuti. Anche i rifiuti raccolti volontariamente mediante campagne saranno equiparabili ai rifiuti urbani.

    Questa nuova misura avrà dei costi che verranno distribuiti mediante una nuova componente nella tassa sui rifiuti, la TARI.

    Il nuovo provvedimento include anche il recupero di biomasse vegetali, spiaggiate dopo mareggiate ad esempio, per poter essere riutilizzate a fini energetici.

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