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Ambiente: Un “muro verde” per contrastare la desertificazione globale

L'Italia offrirà progetti e tecnologie per rendere nuovamente fertili 20.000 ettari nel Sahel, così che la popolazione benefici di nuove forme di reddito e non debba per forza abbandonare i propri territori.

    Sono iniziati a Nuova Delhi i lavori della Cop 14 per contrastare la desertificazione; la Conferenza internazionale vedrà coinvolte 196 delegazioni e 8.000 partecipanti. I lavori si concentreranno sull’individuare modelli d’investimento sostenibili per rilanciare le zone che negli ultimi anni sono state colpite da eventi come siccità, inondazioni, inaridimento e progressiva riduzione della biodiversità.

    I rappresentanti stanno discutendo su metodologie di profilazione di alcune linee guida relative a:

    • gestione e ripristino delle zone territoriali desertificate;
    • sviluppo di schemi d’assistenza internazionali per le popolazioni colpite;
    • individuazione di azioni per il miglioramento della qualità della vita delle comunità che vivono in aree soggette alla desertificazione;
    • modalità di coinvolgimento del settore finanziario privato e potenziali sinergie tra soggetti ed enti pubblici.

    I lavori, iniziati ieri, hanno visto il rilancio da parte di Sergio Costa (Ministro dell’Ambiente) dell’idea di istituire ilmuro verde“, ovvero “un’opera unica composta da numerosi progetti finalizzati a fermare la desertificazione riportare alla vita terre e territori“. Il Ministro Costa nel suo intervento ha inoltre aggiunto che:” per contrastare i cambiamenti climatici tutti i Paesi devono fare la propria parte. L’Italia, colpita in alcune zone dalla desertificazione, mette a disposizione progetti e tecnologie Made in Italy per lo sviluppo di interventi di recupero di 20.000 ettari di aree nel Sahel degradate; l’obiettivo è di far tornare fertili e coltivabili queste terre consentendo a 300.000 persone di beneficiare di nuove fonti di reddito in modo che non siano più obbligate ad abbandonare i propri territori“:

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