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Biomassa: una fonte sostenibile dalle ampie potenzialità ancora da sfruttare

DossieRSE un focus sulla biomassa legnosa

    Fra le fonti rinnovabili la biomassa non è forse la più popolare, ma rispetto alle più gettonate (fotovoltaico e l’eolico) ha dei pregi che il dossier RSE, appena pubblicato, intende  mettere in risalto, con un focus particolare sulla biomassa legnosa.

    La biomassa, definibile come “la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali urbani” ha infatti il pregio di non essere un fonte aleatoria e difficilmente programmabile come il solare e l’eolico  ma disponibile nella misura in cui l’impianto di utilizzo è progettato e nel momento in cui si necessita. E’ una fonte di energia rinnovabile ‘immagazzinabile’. E’ programmabile, flessibile e modulabile.

    Un impianto a biomassa in media opera annualmente per 4700 ore, a fronte di 1240 ore del fotovoltaico e 1800 ore degli impianti eolici ed è classificato quale impianto termoelettrico, utile all’adeguatezza del sistema elettrico. Si rileva dunque essere una fonte affidabile ed uno strumento di flessibilità per il bilanciamento del sistema. 

    Una delle principali fonti di biomassa sono i boschi, che FIPER (Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili) segnala coprire più di un terzo del territorio nazionale ovvero ben 11 milioni di ettari. In realtà è una superficie in crescita annuale di circa 0.2%, a causa del calante impegno all’agricoltura. Si stima che 100 anni fa il patrimonio boschivo italiano fosse in realtà la metà di oggi.

    Con il legno vergine o con gli scarti da lavorazione o pulizia dei boschi si può ottenere calore o energia elettrica o entrambe (cogenerazione).  In Italia con la biomassa soddisfa circa 1.4% del fabbisogno elettrico nazionale e il 24% del fabbisogno per il riscaldamento.

    La potenzialità della biomassa è comunque ben maggiore dello sfruttamento odierno, visto che la media italiana di utilizzo boschivo è 0,71 m3/ettaro contro una media europea di 2,39 m3/ettaro.

    Ma il tema maggiormente dibattuto è la sua sostenibilità ambientale ovvero quanto la biomassa contribuisca al contenimento delle emissioni di gas serra.

    La biomassa può essere considerata neutra in quanto l’emissione di CO2 durante la combustione è compensata dall’assorbimento della stessa durante la crescita della pianta e della ricrescita di nuove piante dopo la combustione delle precedenti. Sembrerebbe dunque un ciclo dunque virtuoso o per lo meno a bilancio nullo.

    In verità nel calcolo emissivo del ciclo di vita del prodotto (LCA – Life Cycle Assessment) vanno anche considerate le operazioni di raccolta, preparazione e trasporto, operazioni che consumano energia e impattano sull’ambiente, anche se in misura minore rispetto ai combustibili fossili.

    Un riferimento importante per questo argomento è la Direttiva Europea per la promozione dell’uso delle fonti rinnovabili  (“RED II” (DIRECTIVE (EU) 2018/2001 OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL of 11 December 2018 on the promotion of the use of energy from renewable sources). Utilizzando i parametri di CO2 evitata presenti negli studi degli esperti, la produzione di biomassa legnosa vergine raccolta entro 500 km dal luogo di utilizzo mostrerebbe emissioni di gas serra pari a un quinto di quelle prodotte da un impianto di generazione a gas, che si riducono ulteriormente a un decimo nel caso di sola generazione termica rispetto alle caldaie a gas naturale.

    Se l’Italia sfruttasse maggiormente questa risorsa, attestandosi sulla media europea di utilizzo pari a 2,39 m3/ettaro, potrebbero essere installati nuovi impianti per 1900 MWe, corrispondenti a una produzione elettrica di 7,5 TWh e termica di 30 TWh ed un conseguente risparmio di emissioni di anidride carbonica pari a 8 milioni di tonnellate annue rispetto ad un equivalente generazione a gas. Volendo ottenere lo stesso beneficio ambientale, sarebbe necessaria la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici per 20,000 MW.

    Uno svantaggio è quello economico, particolarmente nel confronto con la generazione elettrica fotovoltaica o eolica, compensato però dal “valore molto superiore per il sistema elettrico in termini di adeguatezza e flessibilità”. Mentre l’impatto emissivo locale pare sia ormai ben mitigato dalle moderne tecnologie di abbattimento per impianti di combustione medio – grandi.

    La conclusione del report sembrerebbe ovvia. Biomassa: una fonte sostenibile dalle ampie potenzialità ancora da sfruttare.

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