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Biomasse e impianti solari: i dati del GSE sulle fonti rinnovabili

    Le stime del GSE sulla produzione e consumo di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    nel 2015: a che punto siamo in Italia con biomasse e impianti solari? 
    La produzione e il consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili è quanto mai un argomento di attualità, soprattutto dopo il risultato del referendum sulle trivellazioni. Il motivo è molto semplice: è un argomento che interessa molto gli utenti e i consumatori sia per quanto riguarda le questioni etiche e ambientali, ma anche perché influisce direttamente sui nostri consumi e sul nostro bilancio economico. Infatti, molti utilizzano dispositivi per l’impiego delle fonti rinnovabili, come biomasse e impianti solari, per risparmiare sulla bolletta del gas e dell’energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    . Ma a che punto siamo, in Italia, con la produzione e il consumo di energia da fonti rinnovabili? Ce lo dicono le stime del GSE sui dati del 2015.

    Fonti energetiche rinnovabiliFonti energetiche rinnovabili
    Chiamate anche fonti rinnovabili: fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani (D.lgs 29 dicembre 2003, n. 387 in attuazione della DIR. 2001/77/CE).
    : la produzione

    Il Gestore Servizi Energetici, la società per azioni controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha controllato i dati sulla produzione di energia da fonti rinnovabili sperando che si ripetesse nel 2015 l’ottimo trend in crescita registrato nel 2014. Il GSE eroga incentivi economici per l’utilizzo di fonti rinnovabili per produrre energia e ha registrato che nel 2015 la potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    installata
    da fonti rinnovabili ha visto un incremento di circa 1.000MW (MegaWatt), ovvero circa un +2%, rispetto al 2014.

    Questo aumento è dovuto soprattutto grazie alla maggior efficienza e maggior numero di impianti eolici (+4%) e fotovoltaici (+2%). La potenza installata è il massimo che può produrre una centrale elettricacentrale elettrica
    Impianti adibiti alla conversione di risorse energetiche primarie (cioè non trasformate, disponibili già in natura) in energia elettrica. Esse possono essere basate su principi fisici (per esempio negli impianti ad energia rinnovabile che sfruttano il movimento di masse d’acqua, di masse d’aria o la radiazione solare), principi chimici (per esempio negli impianti che bruciano combustibili fossili) o principi nucleari (fissione e fusione nucleare).
    e, un aumento di questo dato, sta a significare un miglioramento della tecnologia degli impianti. Invece, la produzione complessiva è diminuita di circa 14TWh (terawatt per ora), registrando un -12% rispetto al 2014. In questo caso, viene misurata la produzione effettiva ed è diminuita solo a causa delle condizioni climatiche.

    Come dicevamo, il 2014 è stato un anno particolarmente positivo, soprattutto per la produzione di energia idroelettrica. Quest’anno non siamo sugli stessi livelli, ma siamo comunque nella media dei dati degli ultimi 15 anni: la produzione idroelettrica è stata stimata pari a 43.902 GWh.

    Fonti energetiche rinnovabili: il consumo

    Basandosi su questi dati si può stimare quanta energia prodotta da fonti rinnovabili è stata consumata in Italia nel 2015: circa il 32,8%. Da notare il calo rispetto al 2014 quando il dato si attestava sul 37,5%. Ma per calcolare il consumo finale lordo di energia prodotta con fonti rinnovabili, bisogna tener conto dei dati sul riscaldamento, sul raffreddamento e sulle fonti di energiafonti di energia
    Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall’energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l’energia deriva dalla trasformazione dell’energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
    per il trasporto
    , oltre che di quelli relativi all’energia elettrica.

    In Italia questo dato è molto incoraggiante: la quota dei consumi finali lordi da fonti rinnovabili nel 2015 è stata del 17,3%, in aumento dal 17,1% del 2014. Si tratta di un ottima notizia, anche perché la Direttiva Europea 2009/28/CE ha stabilito che l’Italia, entro il 2020, dovrebbe raggiungere il 17%: se si continua così supereremo di gran lunga questo dato.

    Rispetto al 2014 i consumi finali lordi di energia prodotta da fonti rinnovabili sono aumentati di circa 3,6 Mtep (tep sta per tonnellata equivalente di petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    , ovvero la quantità di energia rilasciata dalla combustionecombustione
    Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l’ossigeno presente nell’aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
    di una tonnellata di petrolio grezzo: circa 42 GJ), di cui oltre il 70% è imputabile all’utilizzo delle biomasse nel settore termico.

     

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