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Bioraffinerie di terza generazione per una chimica più verde

    L’ENEA è tra i partner del progetto BIT3G – “Bioraffineria di terza generazione” per lo sviluppo di processi di produzione di biocarburanti a basso impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
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    Novamont è il coordinatore del progetto, e gli altri partner sono: CNR, CRA, Università degli Studi di Perugia, Agrinewtech, Filarete Servizi e Matrica.

    L’obiettivo è di realizzare una bioraffineria che sia integrata nel territorio, che partendo dall’identificazione delle aree che non sono di interesse agricolo e dallo studio delle colture no-food (es. le aridocolture), e rispettando la biodiversità locale, consenta di utilizzare la biomassabiomassa
    In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende ” la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani “. Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
    per ottenere prodotti di altro valore aggiunto attraverso processi tecnologici sostenibili.

    Le attività dell’ENEA riguardano gli aspetti tecnologici del pretrattamento della materia prima ligno-cellulosica, lo sviluppo e l’ottimizzazione dei processi di produzione di prodotti ottenuti da biomasse.

    Finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), il progetto BIT3G rappresenta uno dei quattro progetti strategici di ricerca e sviluppo compresi nel Cluster Tecnologico Nazionale della Chimica Verde, che si pone l’obiettivo di rilanciare la chimica italiana sotto il segno della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, stimolando la ricerca e gli investimenti in nuove tecnologie.

    I cluster tecnologici rappresentano un modello di aggregazione ad alto livello di internazionalizzazione tra imprese ed organismi pubblici di ricerca.

    Fonte: ENEA

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