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Buone pratiche per ridurre la povertà energetica, un concorso internazionale lanciato dall’ICCG

    La povertà energetica può essere definita come la mancanza di accesso a forme adeguate e affidabili di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    a prezzi sostenibili per soddisfare i bisogni primari degli individui, come mangiare, riscaldare gli ambienti, curarsi e spostarsi. Oggi, circa una persona su cinque vive in condizioni di povertà energetica e quasi il 40% della popolazione mondiale utilizza legno, carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    o di residui animali per cucinare. L’uso di tali combustibili, oltre ad avere conseguenze sulla salute, contribuisce attraverso la deforestazione e le emissioni prodotte all’aggravarsi dei cambiamenti climatici.

    Contrastare la povertà energetica è dunque cruciale in un’ottica sociale, economica e di sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
    Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
    .

    Incoraggiando le istituzioni, i cittadini, i ricercatori e le imprese a riflettere costruttivamente sulla duplice sfida dei cambiamenti climatici e della povertà energetica, crediamo sia possibile sviluppare delle soluzioni concrete e innovative che mirino a risolvere il problema e promuovere lo sviluppo economico e la dignità sociale. 

    In occasione del lancio della nuova piattaforma dell’osservatorio Best Climate Practices, l’International Center for Climate Governance (ICCG) apre la seconda edizione del concorso internazionale sulle Buone Pratiche per il Clima, invitando quest’anno a presentare proposte innovative incentrate proprio sul tema della povertà energetica.

    Il concorso è aperto a chiunque, indipendentemente dall’esperienza nel settore e dalla nazionalità. Le pratiche possono essere inviate sia da un singolo utenteutente
    Soggetto che consuma elettricità o gas.
    che da un team e possono essere ideate dalla persona che le propone o da una terza parte.

    Proponi la tua pratica (10 luglio – 15 ottobre 2014)!

    Maggiori informazioni sul concorso: ICCG

    Fonte: Kyoto Club

     

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