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Bye bye Carbon Tax

  • Autore: G.B. Zorzoli

Att_App_Loghi/ART_INT/GB Zorzoli.jpgdi Giovan Battista Zorzoli, Presidente ISES Italia – Staffetta Quotidiana

Eliminata dal Ddl fiscale senza colpo ferire

Forse abbiamo un governo sostenuto da una strana maggioranza perché siamo uno strano paese. Una delle critiche più frequenti alla politica governativa riguarda l’eccessivo incremento del carico fiscale sulle imprese e sul lavoro dipendente, che ha aggravato la recessione già in atto. Per ridare ossigeno all’economia del paese, Confindustria da un lato, sindacati dall’altro, giustamente reclamano l’allentamento di una morsa che influenza negativamente la dinamica produttiva e dei consumi. Risposta del governo: spiacente, ma non c’è trippa per i gatti.

Più specifica, ma non meno dibattuta, è la questione del peso crescente sulla bolletta elettrica degli incentivi alle rinnovabili, con la ricorrente richiesta di spostare il relativo onere sulla fiscalità generale. Risposta degli operatori del settore: impossibile; date le odierne condizioni delle finanze pubbliche, nessuno sarebbe in grado di garantire la permanenza dell’attuale livello di incentivazione, con la quasi certa conseguenza di mettere in crisi gli investitori nei confronti delle banche che li hanno finanziati.

Come per altri problemi che assillano il nostro paese, per non ridursi ai soliti pannicelli caldi, occorre introdurre modifiche strutturali, che nell’immediato non producono effetti eclatanti, ma nel tempo sono in grado di garantire trasformazioni significative e durature (queste, ad esempio, sono le caratteristiche della riforma delle pensioni).

Un intervento di tipo strutturale è stato da tempo proposto dalla Commissione europea e più recentemente ha trovato riscontri positivi da parte del Fondo monetario internazionale, della Banca Mondiale, dall’Ocse e della Bce. A parità di gettito, esso prevede di avviare un trasferimento progressivo del carico fiscale dal lavoro e dalle imprese al consumo di risorse energeticherisorse energetiche
Stima dei volumi totali di fonti energetiche, sia scoperte che non ancora scoperte. Tale quantità comprende anche le riserve.
e naturali, con l’obiettivo di promuovere crescita, competitività e occupazione.

In materia esiste già una proposta di direttiva europea – COM (2011) 169 – che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità, alla quale faceva esplicito riferimento l’articolo 14 del disegno di legge di delega sulla riforma fiscale. Questo articolo consentiva al governo di introdurre nuove forme di tassazione, finalizzate a garantire l’equilibrio ambientale, e di rivedere la disciplina delle accise sui prodotti energetici, in funzione del loro contenuto di carboniocarbonio
Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.. Il gettito derivante dall’introduzione della Carbon TaxCarbon Tax
Come dice la parola stessa è una tassa sulle emissioni di CO2 causate dalla combustione di fossili, nata per far ricadere gli oneri ambientali e finanziari derivanti dall’immissione di gas serra in atmosfera ai soggetti responsabili.
doveva essere destinato prioritariamente al finanziamento del sistema di incentivazione delle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
e alla diffusione delle tecnologie a basso contenuto di carbonio.

In tal modo sarebbe stato possibile avviare un processo in grado di ridurre il carico fiscale diretto sia per le imprese che per il lavoro dipendente e nel contempo spostare gradualmente al di fuori della bolletta l’onere per le rinnovabili.

Malgrado il differimento dell’entrata in vigore di queste norme dopo l’approvazione della direttiva e il suo recepimento da parte degli stati membri, nell’approvare il Ddl la Camera dei deputati ha eliminato l’articolo 14, e a nulla sono valsi il “forte dissenso” del ministro dell’ambiente Clini e la sua richiesta di intervento, rivolta al presidente del Consiglio.

Prima di scriverne, ho volutamente aspettato una settimana per tenere conto delle reazioni provocate dal voto della Camera. Forse non ho prestato sufficiente attenzione all’argomento e qualcosa mi sarà sfuggito, comunque nessuno degli stakeholder positivamente interessati alle sorti dell’articolo 14 ha ritenuto di commentarne l’eliminazione o, se l’ha fatto, si è espresso in modo talmente soft da non superare il rumore di fondo che caratterizza il mondo dell’informazione.

Era scontato che i non pochi interessi colpiti da un simile provvedimento avrebbero tentato di affossarlo. Stupisce però che il tentativo sia andato in porto con tanta facilità e senza che qualcun altro battesse ciglio. Decisamente siamo uno strano paese.

di G.B. Zorzoli, Presidente Ises Italia

Fonte: Staffetta Quotidiana, 19 ottobre 2012

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