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Cambiamenti climatici: un satellite analizzerà l’impatto sulla vegetazione

    Analizzare via satellite l’impatto del cambiamento climatico sulla vegetazione? E’ l’obiettivo della missione scientifica VENUS. Frutto di una collaborazione tra il Centro nazionale di Studi Spaziali (CNES) e l’Agenzia Spaziale israeliana (ISA), il satellite lanciato la notte tra il 1 e 2 agosto dal centro spaziale della Guyana, e girerà a 720 Km di altezza per due anni e mezzo.

    Nel corso della permanenza nello spazio, prenderà ogni due giorni tutte le immagini di 110 siti selezionati dalla comunità scientifica: savane, praterie, foreste tropicali e risiere nei cinque continenti, con un’alta risoluzione di 5 metri. Le nuvole e i gas dell’aria, queste polveri contenute nell’atmosferaatmosfera
    Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
    -spray, inquinamenti industriali…- che abitualmente disturbano i rilevamenti, saranno eliminati dal resoconto finale, grazie alla sovrapposizione di immagini ottenute e all’uso di algoritmi che determinano la presenza di nuvole e di spray e permettono agli scienziati di poterli utilizzare dopo averli corretti.

    “Migliorare le previsioni”
    E’ la prima volta che una cartografia della vegetazione come questa sarà realizzata”, spiega Jean-Yves Le Gall, presidente del CNES. Questa osservazione della terra permetterà ai ricercatori di comprendere il funzionamento della vegetazione sotto l’influenza del clima e delle attività umane. Più in generale, è un vero stato dei fatti degli ecosistemi terrestri che verrà realizzato. Potranno essere misurati ed analizzati: la cartografia dei fuochi delle foreste e dei cespugli, il trasferimento di sedimenti sulle riviere e gli estuari o lo spostamento dei ghiacciai. Da settembre saranno disponibili delle immagini di un permafrost, questa piccola calotta permanentemente gelata, vera indicatrice del cambiamento climatico.

    Saranno ugualmente osservate le coltivazioni si’ da determinare il loro bisogno idrico e ridurre il caos. “Bisognerà produrre di più per rispondere alla domanda, e tutto inquinando di meno”, dice in dettaglio Gérard Dedieu, ingegnare al CNES e responsabile scientifico della missione. Il cui interesse è di apprendere di più sulle piante coltivate.

    La vegetazione gioca un ruolo importante perchè essa assorbe e rilascia del carboniocarbonio
    Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.. La natura, sarà capace, a termine, di stockare abbastanza carbonio e questo mentre la popolazione non cessa di aumentare? Venus dovrebbe poter dare gli elementi di risposta “e permettere di migliorare la previsione del clima”, indica Gérard Dedieu.

    Video del lancio di Venus sul sito del CNES

    Fonte: ADUC

     

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