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Cambiamento climatico: norme UE più forti per monitorare le emissioni di gas a effetto serra

    Per sapere se l’UE e gli Stati membri sono sulla buona strada verso il conseguimento degli obiettivi di emissioneemissione
    Qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’atmosfera a seguito di processi naturali o antropogenici, che produce direttamente o indirettamente un impatto sull’ambiente.
    e lo sviluppo di nuove strategie energiche per lottare contro i cambiamenti climatici, è fondamentale disporre di dati tempestivi e accurati sulle emissioni di gas a effetto serraeffetto serra
    Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
    . Per questo la Commissione europea ha proposto una legislazione per rafforzare sensibilmente il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra, in particolare per quanto riguarda l’adeguamento alle nuove prescrizioni del pacchetto unionale sul clima e alla legislazione sull’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    per il periodo 2013-2020
    .

    Connie Hedegaard, commissaria responsabile dell ’Azione per il clima, ha dichiarato: “Migliorando la trasparenza, il coordinamento e la qualità dei dati comunicati, la proposta di oggi contribuisce a verificare meglio i nostri progressi per conseguire gli obiettivi di emissione. Questa proposta aiuterà inoltre a monitorare e a comunicare le emissioni legate alle attività di utilizzo del territorio, variazione della destinazione d’uso del territorio e silvicolturasilvicoltura
    Insieme di operazioni che consentono la coltivazione dei boschi per favorirne la rinnovazione naturale, conservandone contemporaneamente la biodiversità delle specie presenti. 
    (LULUCF), all’aviazione e ai trasporti marittimi, per citare solo alcuni settori. Speriamo che queste nuove norme servano da esempio anche nell’ambito dei negoziati internazionali sul clima e diventino un parametro di riferimento per la trasparenza dell’azione sul clima da parte dei paesi sviluppati
    ”.

    L ’UE e gli Stati membri collaborano già per monitorare e comunicare le emissioni di gas a effetto serra in virtù di una decisione adottata nel 2004 e redigono ogni anno gli inventari delle emissioni che sono utilizzati per valutare i progressi per conseguire gli obiettivi di emissione stabiliti dal Protocollo di KyotoProtocollo di Kyoto
    È un accordo internazionale sull’ambiente siglato nel 1997 da oltre 160 paesi per la riduzione delle emissioni climalteranti. Entrato in vigore a febbraio 2005, prevede entro il 2012 la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (considerato come anno di riferimento). Per i Pesi in via di sviluppo non sono stati previsti obiettivi di riduzione. Il protocollo di Kyoto ha introdotto dei meccanismi (i cosiddetti “meccanismi flessibili”) per l’adempimento degli obiettivi di ciascun Paese, favorendo la cooperazione internazionale. Essi sono il Clean developmenti Mechanism, il Joint Implementation e l’Emission TradingTrading
    Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
    .
    . Essi raccolgono e pubblicano le informazioni sulle proiezioni di queste emissioni nonché sulle politiche e misure per la relativa riduzione.

    Le norme vigenti trovano ampio fondamento nelle prescrizioni derivanti dal Protocollo di Kyoto. Il nuovo regolamento proposto rafforza questo meccanismo di monitoraggio e comunicazione in linea con quanto prescritto dal pacchetto legislativo del 2009 su clima ed energia, che si dimostra più ambizioso di Kyoto poiché introduce una maggiore trasparenza nelle informazioni e nei dati forniti e mira a garantire la conformità agli impegni dell’UE per lottare contro il cambiamento climatico.

    Gli obiettivi principali della revisione proposta intendono:

    Agevolare un ulteriore sviluppo dell ’innovativo mix di politiche UE sul clima per le affrontare le emissioni legate alle attività di utilizzo del territorio, variazione della destinazione d’uso del territorio e silvicoltura (LULUCF), all’aviazione e ai trasporti marittimi fra gli altri settori, oltre a sostenere l’adattamento ai cambiamenti climatici;

    Aiutare l’UE e gli Stati membri a registrare i progressi verso il conseguimento degli obiettivi di emissione per il periodo 2013-2020;

    Migliorare ulteriormente la qualità dei dati comunicati;

    Garantire che l ’UE e gli Stati membri adempiano gli attuali e futuri obblighi e impegni internazionali in materia di monitoraggio e comunicazione, tra i quali la comunicazione sul sostegno finanziario e tecnico fornito ai paesi in via di sviluppo nonché gli impegni derivanti dall’accordo di Copenhagen del 2009 e dagli accordi di Cancún del 2010;

    Istituire norme operative destinate agli Stati membri per comunicare il loro uso delle entrate generate dalla messa all ’asta delle quote nel sistema UE di scambioscambio
    Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l’immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
    delle quote di emissioni (UE ETS)
    ;

    gli Stati membri si sono impegnati a utilizzare almeno la metà delle entrate generate da tali aste per combattere i cambiamenti climatici nell’UE e nei paesi terzi.

    La revisione del meccanismo di monitoraggio riguarderà il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni da parte delle autorità nazionali e richiede l ’approvazione del Consiglio e del Parlamento per essere convertita in legge. Una normativa d’attuazione distinta introduce disposizioni specifiche per le imprese sul monitoraggio e la comunicazione delle emissioni rilasciate dagli impianti inclusi nel sistema UE ETS.

    Cfr. anche Q & A MEMO/11/816

     

    Comunicato Stampa IP/11/1391 Unione Europea, 25/11/2011

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