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Carbosulcis, il teatro dell’assurdo

  • Autore: G.B. Zorzoli

Att_App_Loghi/ART_INT/GB Zorzoli.jpgdi Giovan Battista Zorzoli, Presidente ISES Italia

Non fosse per il dramma di 463 lavoratori (e delle loro famiglie) che vedono a rischio il posto di lavoro, la vicenda della Carbosulcis potrebbe essere assimilata a una piéce del teatro dell’assurdo o, per quanto riguarda la mia esperienza professionale, anche a un  remake di un film di successo, “Ritorno al futuro”.

Infatti, è come se fossi stato proiettato indietro agli anni ’80, quando fui coinvolto in discussioni sulla crisi della miniera sarda, dove per tenerla in vita venivano avanzate proposte che, salvo qualche aggiornamento, sono le stesse sul tappeto in questi giorni. E il paradossale, oggi come allora, nasce dal fatto che nei progetti per mantenere aperta la miniera si continua a sorvolare su un dato inoppugnabile: il carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
del Sulcis non è assimilabile a quello  normalmente utilizzato come combustibile.

Quest’ultimo ha infatti un contenuto sia di zolfo, sia di cenericeneri
Materiale di natura inorganica che rappresenta il residuo della combustione del carbone.
  compreso nell’antraciteantracite
Tipologia di carbone costituito quasi completamente da carbonio, essendo il risultato più avanzato del processo di carbonizzazione che ha avuto luogo nel corso delle ere geologiche. È di colore nero-grigiastro e possiede caratteristiche di durezza e compattezza. L’antracite, che non trova applicazioni energetiche, è un fossile impiegato in alcuni processi industriali (metallurgia, produzione zucchero etc.) ed il suo volume estrattivo è decisamente inferiore a quello delle altre tipologie.
  all’incirca fra 0,5% e 2%, con il limite superiore che sale intorno al 4% nel litantracelitantrace
Tipologia di carbone di cui fanno parte quelli utilizzati per scopi di generazione elettrica.  Esso è caratterizzato da un contenuto di carbonio intorno all’85 % e un potere calorifico tra 7500-8500 kcal/kg.
, mentre dalle miniere del Sulcis esce un prodotto, non a caso definito “carbone sub-bituminoso a lunga fiamma”, che ha più del 6% di zolfo e circa il 20% di ceneri. Per avere un’idea di cosa ciò significhi in termini di inquinamento ambientale, una legge del 1966, quando la sensibilità in materia era assai inferiore all’attuale, prescriveva un limite dell’1% al contenuto di zolfo nel carbone da utilizzare nelle centrali termoelettriche.

Rispetto al 1966, disponiamo oggi di desolforatori efficienti, che consentono di bruciare carboni con un tenore di zolfo superiore all’1%, ma quelli esistenti sono stati progettati tenendo conto di tassi di impurità comunque simili a quelli sopra indicati. Non sono quindi in grado di depurare in modo efficiente fumi con un contenuto di anidride solforosa così elevato come quelli in uscita da una caldaiacaldaia
Dispositivo in cui l’energia chimica posseduta da un combustibile viene trasformata in calore attraverso un processo di combustione. Il calore ottenuto generalmente assolve compiti di riscaldamento oppure viene impiegato per produrre vapore (in questo caso si parla di generatore di vapore).
in cui si bruciasse soltanto carbone del Sulcis. Non a caso Enel può utilizzarne solo una frazione, miscelata con carboni di normale qualità. Del teatro dell’assurdo fa anche parte l’accusa a Enel di preferire carbone cinese, perché meno costoso. No so dove faccia i suoi acquisti Enel, ma, poiché per il maggiore contenuto di impurità il prodotto del Sulcis ha un potere calorificopotere calorifico
Il potere calorifico è definito come il calore prodotto dalla combustione di una quantità unitaria di combustibile e si distingue tra potere calorifico superiore (pcs) e potere calorifico inferiore (pci). È misurato in genere in kcal/kg per i combustibili liquidi e solidi, e in kcal/m3 per i gas.
pari al 75%-80% di quello estratto di norma da altre miniere, anche se il costo di estrazione in euro, dollari o yuan per tonnellata fosse lo stesso, come valore energetico  il carbone del Sulcis costerebbe pur sempre fra un quarto e un terzo in più.

Già negli anni ’80 questi incontrovertibili dati di fatto indussero i più realistici sostenitori della Carbosulcis a proporre la gassificazionegassificazione
La gassificazione è un processo utilizzato a livello industriale da molto tempo (i primi sistemi risalgono addirittura alla prima metà dell’ ‘800), tutt’oggi oggetto di continui miglioramenti. Essa consiste nella trasformazione di un combustibile solido o liquido in un gas combustibile (syngas), ricco di elementi incombusti (CO e H2), a seguito di complesse reazioni chimiche di ‘ossidazione parziale’. Questo significa che si ‘blocca’ il processo a metà tra la fase di pirolisi (rottura dei legami chimici ad alta temperatura in assenza di ossigeno) e quella di combustione.
del carbone, un processo che consente di separare agevolmente le impurità e mette a disposizione una miscela di ossido di carboniocarbonio
Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante., anidride carbonica, idrogenoidrogeno
Primo elemento della tavola periodica, presente sulla Terra in forma combinata, soprattutto nell’acqua e nei composti organici. Esso è costituito da 3 isotopi: prozio (cioè l’idrogeno propriamente detto) per più del 99.9 %, il deuterio e il trizio. La forma molecolare dell’idrogeno (H2) dà origine ad un gas inodore, incolore, altamente infiammabile e molto più leggero dell’aria (ecco perché lo si trova in bassissime concentrazioni in atmosfera).
, metanometano
Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
. Anche per i gassificatori si ripresenta però, aggravato, un problema analogo a quello dei desolforatori: gli impianti in commercio non sono in grado di gestire una materia prima che ha un contenuto di ceneri dieci-venti volte superiore a quello dei normali carboni. Bisognerebbe sviluppare ex-novo un gassificatore ad hoc che, a parte le spese per il suo sviluppo, sarebbe certamente molto più costoso di uno tradizionale. Infatti non se ne fece nulla trent’anni fa e si continua a non farne nulla anche oggi.

Per dare un tocco di modernità a questo assurdo, si è aggiunta la proposta di realizzare in situ il sequestro dell’anidride carbonica anidride carbonica
(CO2)

Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosferaatmosfera
Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).presente nel gas in uscita dal gassificatore e il suo successivo stoccaggiostoccaggio
Attività di raccolta e deposito di una determinata risorsa. 
nella miniera. In realtà si tratta di una soluzione di ripiego, perché inizialmente il progetto prevedeva che l’anidride carbonica fosse iniettata nel carbone per estrarne il cosiddetto metano “embedded”; solo che in misura significativa il metano finora non è stato trovato. Sul progetto CCS in sé, non si può che sottoscrivere la dichiarazione del sottosegretario De Vincenti (Staffetta del 29 agosto): “non sta in piedi”, costerebbe 200.000 euro l’anno per otto anni e per ogni minatore.

Morale della favola: da decenni si illudono i minatori della Carbosulcis, sostenendo che esistono soluzioni sostenibili per mantenere in esercizio la miniera. Con meno di quanto nel frattempo si è speso per tenere in piedi questo teatro dell’assurdo, sarebbe stato possibile avviare e consolidare attività alternative, certamente in grado di assorbirne le risorse umane, probabilmente di creare altre opportunità di lavoro. Di essere stati presi in giro,  i minatori  se ne rendono conto, e questo spiega la durezza delle loro iniziative e la minaccia di metterne in atto altre, più radicali. Purtroppo i responsabili della situazione in cui si trovano non sono quelli, Enel in testa, da loro individuati.

di G.B. Zorzoli, Presidente Ises Italia

Fonte: Staffetta Quotidiana, 03 settembre 2012

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