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Centrale termoelettrica a carbone, nuovi dome per rispetto ambiente e maggior efficienza

    Inaugurati nella centrale Enel Federico II di Brindisi due carbonili coperti per stoccare e movimentare in sicurezza il combustibile.

    Dimensioni equivalenti a due stadi di calcio, colpo d’occhio pari a quello di un palazzetto dello sport. A Brindisi, nella centrale Enel Federico II, sono ora operativi due dome, ovvero carbonili coperti che avranno la capacità di stoccare e movimentare, in sicurezza e con il massimo rispetto dell’ambiente, ben 180.000 tonnellate di carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    ciascuno.

    Centrale Termoelettrica a Carbone: nuovi dome per rispetto ambiente e maggior efficienzaCon 1.200 m³ di struttura principale, 1.300 m³ di pannelli, oltre 400 travi principali e 300 triangoli di copertura, i due dome costituiscono le cupole geodetiche in legno lamellare più grandi d’Europa. La copertura in legno lamellare, materiale molto resistente sia dal punto di vista meccanico sia in caso di incendio, garantisce un panorama atipico per una struttura industriale.

    Tutti i carichi di combustibile saranno gestiti interamente al coperto. Nel suo percorso dal molo alla centrale il carbone non vedrà più la luce del sole, sia se destinato allo stoccaggiostoccaggio
    Attività di raccolta e deposito di una determinata risorsa. 
    , che alla combustionecombustione
    Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l’ossigeno presente nell’aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
    diretta in caldaiacaldaia
    Dispositivo in cui l’energia chimica posseduta da un combustibile viene trasformata in calore attraverso un processo di combustione. Il calore ottenuto generalmente assolve compiti di riscaldamento oppure viene impiegato per produrre vapore (in questo caso si parla di generatore di vapore).
    . I dome rappresentano attualmente il più grande progetto ambientale di Enel in Italia, l’ultimo di una serie di investimenti nella città di Brindisi che ospita la più grande centrale a carbone nel nostro Paese.

    Il progetto rappresenta dal punto di vista ambientale quanto di meglio si possa fare oggi a livello mondiale. Si tratta di un impianto che già rispetta abbondantemente i limiti di legge sul piano delle emissioni, ma l’obiettivo è fare anche meglio di quanto prevede la normativa” ha dichiarato Fausto Bassi, responsabile Unità di Business Brindisi di Enel.

    La sicurezza, in linea con le priorità aziendali, ha rappresentato la stella polare del progetto. Sono state erogate più di mille ore di formazione alle ditte appaltatrici, mentre l’utilizzo di materiali prefabbricati (sia nella parte meccanica che in quella civile), con l’ausilio di mezzi di sollevamento di ultima generazione, ha permesso di ridurre le attività in quota. Le strutture dei dome, integrate con nastri trasportatori, saranno completamente automatizzate e richiederanno la presenza di operatori solo per controlli periodici.

    Fonte: ENEL

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