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Certificati bianchi: nel 2014 risparmiate 2,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, ma l’incertezza è nell’aria

    Ai 33 milioni di titoli emessi in dieci anni e alle 2,7 milioni di tonnellate equivalenti di petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    risparmiate nel 2014, si contrappone una crescente incertezza delle regole.

    Se ne é parlato alla quarta conferenza annuale della FIRE “Certificati bianchi: titoli di efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    a portata di mano”.

    Alla crescente incertezza delle regole, la FIRE [Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    ] ha risposto con la creazione di un osservatorio nazionale nell’ambito del progetto europeo Enspol – come strumento di confronto permanente fra le Istituzioni e gli stakeholder – e il lancio della seconda edizione del Premio FIRE “Certificati bianchi per un’industria energeticamente efficiente” – come vetrina dei migliori progetti realizzati nell’ambito dello schema.

    Con più di 33 milioni di titoli emessi dal 2005 a febbraio 2015, il meccanismo dei titoli di efficienza energetica (TEE) rappresenta il principale strumento di incentivazione per lo sviluppo dell’efficienza energetica nel nostro paese.

    Secondo la notifica inviata dal nostro Governo alla Commissione europea, i certificati bianchi contribuiranno al 60% dell’obiettivo al 2020. Inoltre, negli ultimi anni hanno consentito di conseguire un miglioramento dell’efficienza energetica soprattutto nel settore industriale, generando un risparmio di 2,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio nel 2014 (ossia l’equivalente di circa 30.000 GWh).

    La FIRE organizza annualmente la conferenza “Certificati bianchi, titoli di efficienza a portata di mano” con l’obiettivo di fare il punto sul meccanismo insieme a tutti gli stakeholder e dare un contributo concreto alle istituzioni incaricate della sua gestione.

    Giunta alla quarta edizione, la Conferenza ha avuto luogo nei giorni 19 e 20 marzo scorsi a Roma, e anche quest’anno ha visto alternarsi allo stesso tavolo di discussione e confronto tutti gli stakeholder che partecipano al meccanismo, dai rappresentanti delle istituzioni, ai soggetti obbligati e alle ESCO, dai politici di alcune delle principali forze politiche del nostro paese, alle associazioni di categoria, imprese ed energy manager.

    Dal confronto della due giorni romana è emerso che il meccanismo, pur avendo raggiunto gli obiettivi che si era prefissato, sta vivendo un momento di incertezza, legato a diversi fattori come la tanto attesa pubblicazione delle nuove linee guida, la necessità di revisione dello strumento del coefficiente di durabilità e, più in generale, il bisogno di un sistema di regole chiaro che non muti in itinere, ma che garantisca a tutti gli attori la certezza del futuro normativo all’interno dei cui confini poter investire.

    Lo schema si trova di fronte a una prova di maturità” ha affermato il direttore FIRE Dario Di Santo “da un lato ha consentito di ottenere risultati eccellenti, dall’altro – in attesa delle linee guida di aggiornamento delle regole inizialmente previste nel 2013 – sta creando apprensioni fra gli operatori a causa di modifiche operative introdotte dal GSE nella gestione delle pratiche e nel processo di verifica”.

    Si tratta di cambiamenti che, per quanto animati da criteri condivisibili (garanzie sulla bontà dei progetti, opportunità di promuovere una qualificazione crescente degli operatori, necessità di aggiornare alcuni parametri tecnici), sono stati attuati senza la preventiva emanazione delle citate linee guida, cogliendo gli operatori di sorpresa e causando qualche ritardo nella gestione di alcune pratiche.

    “Un’ulteriore conferma che la complessità del nostro sistema legislativo e i ritardi attuativi creano poi problemi operativi a chi gestisce gli schemi di incentivazione e dunque anche agli operatori” ha continuato Di Santo“ma sono comunque problemi superabili ricorrendo a un maggiore dialogo fra Istituzioni e stakeholder: per questo FIRE avvierà in collaborazione con il GSE e le altre Istituzioni un osservatorio permanente nell’’ambito del progetto europeo Enspol, al fine di facilitare lo scambioscambio
    Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l’immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
    di informazioni fra le parti”.

    Gli atti della conferenza sono scaricabili al link: www.certificati-bianchi.com

    Fonte: FIRE

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