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Clima: Allarmante l’accelerazione della fusione dei ghiacci in Groenlandia

    Nel 2011 record di emissioni annue con 34 miliardi di tonnellate, +3% rispetto al 2010. Nel 2030 rischiamo di superare il tetto complessivo di 1000-1500 mld di t di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    per il periodo 2000-2050

    “La preoccupante accelerazione della fusione dei ghiacci in Groenlandia, in alcuni punti registrata fino al 97%, segnalata dal satellite indiano Oceansat-2 e dai satelliti della Nasa, Terra e Aqua, deve farci profondamente riflettere sull’urgenza di intervenire per ridurre significativamente le emissioni di gas che modificano la composizione chimica dell’atmosferaatmosfera
    Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
    e incrementano l’effetto serraeffetto serra
    Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
    naturale”.
    Così il WWFWWF
    Organizzazione che promuove la tutela e la conservazione della natura attraverso la preservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi. Il WWF sostiene numerose iniziative a favore della sostenibilità ambientale, contro l’inquinamento e l’uso irrazionale dell’energia e delle risorse, coinvolgendo l’opinione pubblica e volontari di tutto il mondo.
    Italia commenta l’allarme lanciato dalla Nasa sullo scioglimento dei ghiacci in Groelandia.
    Nel 2011, come ci è stato segnalato dal recente rapporto ‘Trends in Global CO2 Emissions’ del Joint Research Centre della Commissione Europea, abbiamo raggiunto il primato di emissioni annuali causate dall’intervento umano, con la cifra di ben 34 miliardi di tonnellate (un incremento del 3% rispetto al 2010)”, spiega Gianfranco Bologna, Direttore scientifico del WWF Italia. 

    “La letteratura scientifica suggerisce che per limitare la crescita della temperatura media della superficie terrestre entro i 2° C rispetto ai livelli presenti in epoca preindustriale, limite che costituisce il target internazionalmente adottato nei negoziati delle Nazioni Unite nell’ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, le emissioni cumulative di CO2, nel periodo 2000-2050, non dovrebbero eccedere il livello di 1.000 – 1.500 miliardi di tonnellate. 
    Allo stato attuale della situazione, se i trend attuali di emissioni dovessero continuare così come sta avvenendo oggi, le emissioni cumulative causerebbero il sorpasso di questo limite entro i prossimi due decenni”.

    “Oggi dobbiamo essere consapevoli, come la comunità scientifica internazionale che si occupa di scienze del Sistema Terra (che, nella grande conferenza scientifica di Londra del marzo scorso, ‘Planet Under Pressure’, ha reso noto un apposito ‘State of the Planet Declaration’), ci dice molto chiaramente, che l’intervento umano è equiparabile per dimensioni ed effetto alle grandi forze che hanno modellato la Terra nell’arco dei suoi oltre 4.5 miliardi di anni di esistenza. I paragoni con quanto conosciamo dalla paleoclimatologia e dalla paleoecologia ci dicono che il livello della superficie dei mari, dovuto alla fusione dei ghiacci, si è sostanzialmente e significativamente modificato nell’arco della scala geologica del tempo. Solo tenendo in considerazione il periodo che va dall’ultimo interglaciale, circa 125.000 anni fa, all’ultimo periodo glaciale, circa 21.000-20.000 anni fa, il livello del mare è passato dai 4-6 metri o più del livello presente ai 120 metri sotto il livello attuale. Purtroppo ci scordiamo sempre di considerare che a queste situazioni di profondi stravolgimenti del passato che pure sono intervenuti nell’arco di millenni o di diverse centinaia di anni, non vi erano oltre 7 miliardi di abitanti sulla Terra, moltissimi dei quali presenti con sistemi urbani molto articolati, complessi e delicati sulle zone costiere degli attuali continenti”.

     
    Fonte: WWF, 26/07/2012

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