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Climatizzazione: Quanto consuma un condizionatore?

    L’afa che in questi giorni ha sottolineato l’arrivo ufficiale dell’estate ha forse costretto anche i più parsimoniosi ad accendere il condizionatore. Questo elettrodomestico è infatti assolutamente fondamentale nella bella stagione, soprattutto in un paese come il nostro in cui le temperature estive superano quasi ovunque i 30 gradi. Ma per quanto sia piacevole avere una casa fresca anche in pieno luglio, il costo di questa comodità non va sottovalutato. In questo articolo proveremo allora a rispondere ad una domanda che forse molti si faranno nelle prossime settimane: quanto consuma un condizionatore?

     

    Funzionamento del condizionatore

    Partiamo dal cercare di capire innanzitutto il modo in cui un condizionatore funziona. Il meccanismo è basato su un fluido refrigerante, che evaporando assorbe calore, e viceversa quando si condensa cede calore all’ambiente.

    Ecco cosa avviene: il fluido passa nel circuito del condizionatore e, appena prima di entrare nell’apparecchio posizionato dentro la nostra casa, viene sottoposto ad una pressione maggiore grazie ad un restringimento del diametro della tubazione. Questa ‘strozzatura’ termina all’ingresso della macchina interna, e a causa del drastico calo di pressione – e del contatto con l’aria calda dell’abitazione – il fluido comincia ad evaporare e quindi ad assorbire calore, rinfrescando la stanza. Viene poi nuovamente compresso, e passando nell’unità esterna del condizionatore, a contatto con l’aria, torna allo stato fluido, pronto per ricominciare il ciclo.

     

    Quanti kWhkWh
    Unità di misura dell’energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un’ora.
    consuma un condizionatore?

    Si tratta in realtà di una domanda a cui non è così semplice rispondere. Il consumo di un condizionatore dipende da molti fattori diversi: ad esempio la temperatura media della zona geografica dove si trova l’edificio, o quanto quest’ultimo è ben isolato a livello termico. Anche le condizioni dell’elettrodomestico influiscono: una corretta manutenzione del condizionatore può infatti aiutare a ridurne i consumi.

    È poi molto importante la classe energetica, che descrive proprio l’efficienza di un elettrodomestico da questo punto di vista. I condizionatori migliori infatti dispongono di tecnologie che ottimizzano il funzionamento del circuito refrigerante, oltre ad un meccanismo, detto inverterinverter
    Dispositivi atti a modificare la velocità  di un motore elettrico modulandone la frequenza di alimentazione in base al carico richiesto, ovvero adattando il funzionamento del motore alle necessità  del momento evitando, quindi, sovradimensionamenti e sprechi.
    , che mette in stand-by il sistema una volta raggiunta la temperatura desiderata.

    A spanne, è possibile indicare un quanto consuma un condizionatore basandosi sulla classe energetica dell’elettrodomestico, ipotizzando circa 500 ore di funzionamento complessive: un prodotto di classe A++ avrà un consumo di poco superiore ai 300 kWh, pari a circa la metà di un condizionatore di classe A+, e quasi tre volte più basso di uno in classe B (attorno ai 900 kWh).

    Si può però arrivare ad una misurazione più precisa attraverso dei misuratori di consumi elettrici: si tratta di dei dispositivi di piccole dimensioni, da inserire tra presa di corrente ed apparecchio, che sono in grado di calcolare il consumo dell’elettrodomestico a cui sono applicati.

     

    Condizionatore: consigli per risparmiare

    Detto del funzionamento e dei consumi di questo indispensabile elettrodomestico, è il momento di cercare delle strategie per diminuirne il peso nella nostra spesa energetica. Un ‘trucco’, per così dire, che funziona a 360 gradi è innanzitutto quello di selezionare una buona tariffa luce, scegliendo tra le migliori offerte energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    del momento
    quella più adatta alla propria abitazione e ai propri consumi. Ad esempio, se si passa tutto il giorno fuori casa e si utilizza l’energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    principalmente la sera, è bene scegliere una tariffa biorara, con costi differenziati per diverse ore del giorno.

    Bisogna poi fare in modo di non sprecare il lavoro fatto dal condizionatore per rinfrescare la casa. Mai quindi lasciare finestre aperte che facciano entrare calore, ma non solo: è bene tenere chiuse anche tutte le porte che diano verso ambienti non condizionati, se non è presente nessuno dispositivo. Nelle zone della casa orientate verso la luce solare, è buona norma inoltre tenere le tapparelle abbassate, almeno per metà, per riparare l’ambiente dal calore del sole. Infine, ricordiamo che una temperatura troppo bassa non solo fa consumare molto di più, ma è anche controproducente per la nostra salute: gli sbalzi di temperatura eccessivi, tra caldo esterno e freddo interno, non fanno affatto bene al nostro corpo.

     

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