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Con il progetto SunMeet nasce in Italia la prima filiera per la raccolta, il riciclo e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici esausti

    Grazie all’Accordo di Programma tra Cobat ed il Comitato IFI

     

    Martedì 11 ottobre è stato siglato a Roma l’Accordo di Programma tra Cobat – Consorzio Nazionale Raccolta e RicicloRiciclo
    Operazione grazie alla quale è possibile recuperare un materiale avviandolo a trattamenti specifici per poterlo riutilizzare.
    ed il Comitato IFI – Industrie Fotovoltaiche Italiane che decreta la nascita della prima filiera tutta italiana per la raccolta, il riciclo e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici.

    Un’iniziativa senza precedenti in Italia, la cui importanza è testimoniata dai numeri del mercato. Sul territorio nazionale ad oggi sono presenti circa 50 milioni di moduli, pari ad un’estensione di 75 km quadrati. Considerato che la vita media di un pannello è di 20-25 anni, nel prossimo periodo il riciclo e lo smaltimento rappresenteranno, quindi, un notevole problema ambientale che il sistema Paese dovrà affrontare.

    Altro aspetto rilevante in termini di trattamento e smaltimento è dato dall’origine dei pannelli fotovoltaici presenti a livello nazionale: solo il 25% è prodotto da aziende italiane mentre il 75% è importato da altri paesi e, dunque, risulta difficile tracciare i materiali presenti al loro interno.

    Aderendo al sistema Cobat, tutti i produttori di moduli fotovoltaici, associati al Comitato IFI, nonché i distributori e gli importatori operanti sul territorio italiano, potranno garantire ai propri clienti il ritiro ed il successivo riciclo dei moduli fotovoltaici esausti, in modo da poter rilasciare agli stessi i requisiti certificativi necessari per beneficiare delle tariffe incentivanti previste dal decreto.

    Secondo i dati del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), in Italia è presente una potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    fotovoltaica installata di oltre 11mila MW totali
    , ripartita su 281.392 impianti fotovoltaici in esercizio che accedono agli incentivi del Conto energiaConto energia
    Il Conto Energia è una forma di incentivazione statale a sostegno della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
    Entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 2007, consiste nell’attribuzione di una tariffa incentivante, proporzionale all’energia prodotta, in base alla tipologia di impianto (non integrato architettonicamente, parzialmente integrato, integrato). Le tariffe vengono corrisposte per un periodo di 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto e rimangono costanti per l’intero periodo.
    , l’88% dei quali di potenza inferiore ai 20 kWkW
    Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
    .

    Il sistema di gestione dei pannelli fotovoltaici esausti sarà reso possibile grazie ad una mappatura geo-referenziata di tutti gli impianti installati a livello nazionale, facilmente consultabile anche da GSE, e l’implementazione di un sistema di tracciabilità dei moduli a fine vita, istituendo una banca dati centralizzata che i due partner intendono rendere accessibile per la consultazione anche alle autorità competenti.

    Successivamente alla raccolta, il Consorzio si occuperà del frazionamento dei prodotti con il riciclo in Italia di tutte le componenti metalliche e del vetro, mentre la cella fotovoltaica verrà inviata per lo smaltimento oggi all’estero, essendo attualmente il Paese privo di simili impianti con la prospettiva di realizzarne in futuro.

    L’Accordo prevede, infatti, anche l’istituzione di un Tavolo Tecnico che analizzi le tecnologie di trattamento e riciclo per moduli fotovoltaici a fine vita esistenti sul mercato e realizzi uno studio di fattibilità per un impianto-pilota. Potranno così essere sperimentate nuove modalità di trattamento e riciclo dei pannelli fotovoltaici, sulla base delle quali prevedere la possibilità di realizzare in futuro un impianto nazionale.

    Lo studio si prefigge anche il compito di analizzare le diverse tipologie di moduli di vecchia e nuova generazione, per caratterizzarne la componentistica in prospettiva del loro trattamento, riciclo e smaltimento e creare un sistema nazionale di raccolta e stoccaggiostoccaggio
    Attività di raccolta e deposito di una determinata risorsa. 
    dei moduli esausti.

    Cobat ed il Comitato IFI si impegneranno, inoltre, nella promozione sull’intero territorio nazionale di una campagna di comunicazione e sensibilizzazione affinché sia resa nota l’esistenza del sistema nazionale di gestione dei moduli fotovoltaici a fine vita e di una partnership accreditata, in grado di offrire un supporto legislativo, tecnico-scientifico ed amministrativo a privati cittadini, aziende e Pubblica Amministrazione.

    “Ancora una volta Cobat sta lavorando – ha dichiarato il Presidente Giancarlo Morandi – per offrire, grazie alla partnership con il Comitato IFI, un servizio ambientale di cui il sistema Paese dovrà presto dotarsi, vista la crescente diffusione di pannelli fotovoltaici in Italia, offrendo la propria consolidata esperienza ventennale nel settore ed una rete logistica diffusa capillarmente sull’intero territorio nazionale. La gestione dei pannelli fotovoltaici esausti sarà resa possibile grazie ad un sistema informatico messo a disposizione da Cobat per realizzare una mappatura geo-referenziata di tutti gli impianti installati nel Paese ed un sistema di tracciabilità dei moduli esausti, dal loro ritiro nel luogo dell’installazione alla consegna all’impianto di riciclo e smaltimento”.

    “Sono molto soddisfatto – ha dichiarato il Presidente del Comitato IFI, Filippo Levati – dell’accordo raggiunto con uno dei principali Consorzi che da anni si occupa con successo del riciclo di materiali e componenti industriali nel nostro paese. È un altro passo in avanti promosso dal Comitato IFI per una filiera industriale italiana che guarda alla sostenibilità ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla sua realizzazione allo smaltimento. Un accordo che porterà ulteriori grandi benefici rispetto all’identificabilità e alla tracciabilità dei prodotti, oltre a positive ricadute sull’indotto delle aziende italiane, che potranno così riciclare e recuperare i materiali dei moduli fotovoltaici dopo la loro disinstallazione”.

    “L’accordo – ha dichiarato Stefano Ciafani, Responsabile scientifico nazionale di Legambiente – risponde perfettamente alle esigenze di tutti quei cittadini che, per contrastare la realizzazione di grandi impianti a terra, si pongono il problema dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici giunti a fine vita. Ci auguriamo che l’Italia possa continuare ad occupare un posto di primo piano nel settore della raccolta, del riciclo e dello smaltimento dei rifiuti anche attraverso la realizzazione di un impianto sul territorio nazionale per il trattamento dei pannelli esausti”.

     

    Fonte: Cobat, 20/10/2011

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