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Contenuto di biodiesel nel gasolio: un problema di misurazione

    Autore: A. Bonini, AA.AA. – ENI, SSC

    IN SINTESI: Presentazione – Non vi sono, ad oggi, basi logistiche attrezzate per l’uso dell’etanoloetanolo
    Termine che indica l’alcol. Esso viene prodotto a partire dalla fermentazione di zuccheri.
    tal quale. Attualmente la sola alternativa possibile è l’ETBEETBE
    (Etil-ter-butil-etere)

    Additivo per benzine che viene prodotto dalla reazione di etanolo (formula C2H5OH) ed isobutene (formula C4H8). Dal punto di vista tecnico le caratteristiche dell’ETBE sono molto simili a quelle dell’MTBE. L’ETBE non ha problemi di volatilità o di miscibilità con la benzina e, contenendo ossigeno nella molecola, contribuisce a migliorare le emissioni inquinanti dei veicoli. o bio-ETBE (acronimo per bio-etil-ter-butil-etere – oppure MTBE). La direttiva Fuels impone l’inserimento di biocarburanti per il rispetto delle normative. Le industrie petrolifere devono aggiungere biodieselbiodiesel
    Biocombustibile derivato da un processo chimico applicato agli oli vegetali (colza, girasole, palma, noce di cocco, soia, …) ma anche ai grassi animali provenienti dall’industria della carne. Esso può essere utilizzato, puro o in miscela (5-20%), come sostituto del gasolio nel settore dei trasporti e del riscaldamento senza modificare motori e caldaie, consentendo una riduzione significativa di emissioni rispetto al gasolio minerale.
    unicamente per rispondere alle leggi nazionali in termini di biocarburanti da immettere al consumo. In base alla mini-esperimentazione fatta occorre porre un margine di sicurezza per la produzione dovuto alla sovrastima.

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