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Convegno Orizzontenergia “Eolico: Energia, Uomo e Territorio” – Intervento di Giorgio Ruscito, Orizzontenergia

  • Intervistato: Giorgio Ruscito

Att_App_Loghi/CONV_EDIT/Giorgio Ruscito_1.jpgIng. Ruscito, come si è evoluta nel corso degli anni l’industria eolica in ambito europeo e nazionale?

A partire dal 2000 l’industria eolica europea sta procedendo non solo con costanza, ma con una crescente accelerazione.

Partendo da un modesto 12,9 GW (1 GW = 1.000 MW) del 2000 la potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
eolica installata è cresciuta otto volte, raggiungendo 106 GW nel 2012.

Non c’è da stupirsi se in cima alla lista dei Paesi che da anni hanno puntato sull’eolico c’è la Germania con circa un terzo dell’installato nel continente (31 GW), seguita da Spagna, Inghilterra e per terza l’Italia (8,1 GW).

Come premesso la progressione di nuove istallazioni annue è cresciuta dai 3-5 GW nei primi anni del 2000 a 10-12 GW a partire dal 2009.

Dei 11,9 GW di impianti installati nel 2012 all’Italia vanno attribuiti 1.273 MW, dopo la Germania e l’Inghilterra.

Ciononostante la quota del 5% di eolico nel fuel mix in Italia  è ben  lontana dal 27% della Danimarca, 16-17% della Spagna e Portogallo, 11% della Germania e comunque al di sotto della media europea del 7%, a causa di differenze climatiche e forse anche di una ritardata applicazione di strategie a sostegno delle FER rispetto ad altri Paesi europei.

La Strategia Energetica Nazionale, recentemente pubblicata, prevede per le FER in generale e l’eolico nella fattispecie, il raggiungimento di ben altre vette a discapito del gas.

Mentre il carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
resterebbe stabile intorno al 15%, al 2020 le FER ed il gas (in calo di circa dieci punti rispetto all’attuale fuel-mix) insieme si spartirebbero lo scettro della prima fonte del settore elettrico con un’incidenza del 35-38%.

Il punto chiave resta la distanza che ancora separa le fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
e l’eolico dalla grid parity e la razionalizzazione del sistema incentivante che dovrà coprire questa ulteriore fase di transizione.

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Pontremoli, 24 maggio 2013

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Redazione
Orizzontenergia

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