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COP 17: “LA PROSSIMA SETTIMANA LA MUSICA DEVE CAMBIARE: LA CINA RIAPRE I GIOCHI, ORA LA PALLA PASSA AGLI ALTRI, UNIONE EUROPEA INNANZI TUTTO”

    DURBAN, STALLO AI COLLOQUI SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

     

    E’ giunta la termine la prima settimana di colloqui sul clima nel vertice delle Nazioni Unite a Durban e anche il WWFWWF
    Organizzazione che promuove la tutela e la conservazione della natura attraverso la preservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi. Il WWF sostiene numerose iniziative a favore della sostenibilità ambientale, contro l’inquinamento e l’uso irrazionale dell’energia e delle risorse, coinvolgendo l’opinione pubblica e volontari di tutto il mondo.
    si è unito alle migliaia di cittadini che Sabato da tutto il mondo sono giunti a Durban, in Sud Africa per ricordare pubblicamente ai negoziatori e ai leader che è inaccettabile ritardare l’azione sui cambiamenti climatici.

    “I negoziatori che hanno condotto le trattative la prima settimana erano tecnici, spesso persi nei dettagli. Da oggi cominceranno ad arrivare i ministri, la musica deve cambiare, e va della credibilità di ministri e negoziatori stessi. Il messaggio e i risultati di Durban devono rispondere alle attese dei popoli del mondo, preoccupati per il cambiamento climatico, e ancor più a quelli della comunità scientifica, da cui giungono allarmi sempre più pressanti” ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima ed EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    del WWF Italia.

    Ieri la Cina ha riaperto i giochi. Il vice ministro dello sviluppo economico cinese Xie Zhenhua, capo della delegazione cinese alla COP17, in un incontro con le organizzazione non governative, ha annunciato che la Cina potrebbe essere disponibile a considerare impegni legalmente vincolanti a certe condizioni, tra cui l’impegno dell’Unione Europea e altri a ratificare un secondo periodo di impegni del protocollo di Kyotoprotocollo di Kyoto
    È un accordo internazionale sull’ambiente siglato nel 1997 da oltre 160 paesi per la riduzione delle emissioni climalteranti. Entrato in vigore a febbraio 2005, prevede entro il 2012 la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (considerato come anno di riferimento). Per i Pesi in via di sviluppo non sono stati previsti obiettivi di riduzione. Il protocollo di Kyoto ha introdotto dei meccanismi (i cosiddetti “meccanismi flessibili”) per l’adempimento degli obiettivi di ciascun Paese, favorendo la cooperazione internazionale. Essi sono il Clean developmenti Mechanism, il Joint Implementation e l’Emission TradingTrading
    Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
    .
    e il finanziamento a breve termine di 30 milioni di dollari per i Paesi in Via di Sviluppo, con l’intenzione di avviare un processo per elevare tale impegno a 100 milioni di dollari per il 2020. L’esponente cinese ha anche sottolineato che va rispettato il principio di equità.

    “Ora la palla passa prima di tutto all’Unione Europea, che deve far corrispondere a questi segnali atti positivi e concreti: la volontà reale di confermare un secondo periodo di impegni di Kyoto, seguita da un adeguamento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, oggi troppo deboli. Ovviamente la posizione cinese rende ancor meno giustificabile – ma già non lo era – quella di Russia, Giappone e Canada, contrari a un secondo periodo di impegni di Kyoto; e isola anche gli Stati Uniti”, sottolinea Midulla. Lo stato attuale del testo negoziale dimostra che le principali questioni politiche nei negoziati sono ancora irrisolte. “I negoziatori devono continuare a lavorare per cercare di raggiungere un accordo quanto più possibile su questioni chiave, tra cui la questione della forma giuridica, in modo che capi di Stato e ministri possano concentrarsi sui grandi temi irrisolti. I leader avranno bisogno di forte volontà politica e senso di responsabilità per assicurare la buona riuscita dei negoziati giunti alla fase cruciale”, conclude Midulla.

     

    Fonte: WWF, 06/12/2011

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