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Cop21: tutti i punti di una svolta storica

    Il 13 Dicembre 2015 – data memorabile – la UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) ha approvato il testo definitivo sui cambiamenti climatici, giungendo ad un accordo globale approvato da tutti i 195 paesi che compongono la Convenzione Quadro dell’ONU.

    Cop21 - Accordo di portata globaleLa Cop21 ha avuto inizio lo scorso 30 Novembre a Parigi, ed ha presentato un giorno di ritardo nella chiusura dei lavori a causa di alcuni punti per i quali è stato necessario spendere più tempo.

    Si tratta di un accordo di grande rilevanza dato che è stato approvato e sottoscritto da tutti i paesi che hanno partecipato alla Conferenza mondiale sul clima; l’impatto mediatico è stato di portata planetaria. Il New York Times ha addirittura definito “storico” l’accordo come testimoniano anche le parole del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon: “Questo è un momento storico, per la prima volta è stato raggiunto un accordo universale per combattere uno dei principali problemi mondiali: il cambiamento climatico”.

    Gli accordi che sono stati raggiunti non sono vincolanti, gli stati infatti non incorreranno in sanzioni nel caso in cui non dovessero raggiungere gli obiettivi prefissati; si tratta di impegni volontari che ognuno dei 195 paesi ha assunto. Per l’entrata in vigore dell’accordo bisognerà aspettare la ratifica di almeno 55 paesi (che devono rappresentare minimo il 55% delle emissioni di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    mondiali), che potrà avvenire a partire dal 22 Aprile 2016, la “Giornata della Terra”.

    Gli accordi raggiunti possono essere sintetizzati in quattro punti principali: 

    • Il riscaldamento globale non dovrà superare i 2°C, ed anzi le nazioni si impegneranno a mantenere la temperatura al di sotto di 1,5°C. 
    • Gli impegni presi dalle nazioni che hanno contratto gli accordi verranno sottoposti a controllo da parte di un’apposita commissione ogni 5 anni a partire dal 2023. Questo punto è stato fortemente voluto per cercare di porre costantemente nuovi obiettivi in termini di riduzione delle emissioni di CO2. 
    • Con effetto immediato gli stati sono tenuti a prendere provvedimenti per ridurre drasticamente l’incremento delle emissioni di gas serra nell’atmosferaatmosfera
      Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
      affinché la produzione di gas serra intorno alla metà del secolo sia talmente bassa da poter essere assorbita naturalmente.
    • Ogni anno i paesi più industrializzati ed evoluti dovranno versare a beneficio dei paesi più poveri 100 mld $, in modo da consentire una più rapida adozione di fonti energetiche a basso impatto inquinante. 

    Un altro punto che merita menzione, anche perché è stato quello che ha causato il ritardo di un giorno per la chiusura dei lavori, fa riferimento alla sezione “loss and damages” dell’accordo: infatti era stata richiesta l’adozione di misure risarcitorie per quei paesi che hanno subito perdite e danni, in quanto più vulnerabili al cambiamento climatico generato da quei paesi che invece godono di sistemi industriali evoluti. Su questo punto è stata ermetica l’opposizione degli USA e dei paesi europei che hanno dibattuto, con successo, in sfavore di misure coercitive a loro discapito, in quanto paesi maggiormente evoluti. 

    Il documento è stato soggetto a numerosi dibattiti da parte dell’opinione pubblica; in particolare le organizzazioni non governative, che avevano organizzato numerosi eventi collaterali alla COP21, si sono espresse come segue:

    • Greenpeace per mezzo del suo direttore Kumi Naidooo, si è dichiarata soddisfatta solo in parte, è stato apprezzato l’impegno relativo al contenimento della temperatura del riscaldamento termico entro 1,5°C, anche se non sono stati opportunatamente tutelati i paesi più poveri che da soli non hanno le risorse per contrastare gli sviluppi del cambiamento climatico.
    • Sulla stessa lunghezza d’onda si è schierata anche Oxfam, che reputa importante il fatto che l’accordo sia stato raggiunto da tutti gli stati, ma ritiene insufficiente il bacino d’aiuti da cui i paesi più poveri possono attingere per contrastare le ripercussioni dei cambiamenti climatici.
    • ActionAid ritiene che il documento approvato non sia abbastanza ambizioso per contrastare i cambiamenti climatici.
    • Nonostante sia mancato il coraggio di stabilire sanzioni per i paesi inadempienti, AssoRinnovabili chiede una coerente politica energetica al governo ed il rilancio degli obietttivi al 2030 (50% di taglio delle emissioni di CO2). 

    Una volta conclusasi la Cop21 non sono mancate le dichiarazioni a caldo anche da parte degli addetti ai lavori; nazioni come India e Cina reputano soddisfacente ma non del tutto ideale il documento, perché essendo paesi in via di sviluppo dispongono di un sistema industriale particolarmente inquinante, e di conseguenza gli obiettivi di riduzione del grado di inquinamento atmosferico sono per loro più difficili da raggiungere e possono causare un rallentamento della crescita economica.  Di fazione opposta sono invece i commenti di USA ed Europa, che invece dispongono di un sistema industriale che da tempo si è adeguato agli standard di rispetto dell’ambiente, e avevano avanzato la proposta di sanzioni severe per gli stati contraenti inadempienti rispetto agli obiettivi prefissati. 

    Orizzontenergia.it

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