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Dopo Copenhagen, verso un approccio globale

  • Intervistato: Alessandro Clerici

Dopo il fallimento del vertice di Copenhagen, conclusosi con un accordo non vincolante senza alcun riferimento a tagli concreti delle emissioni di gas a effetto serraeffetto serra
Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
, Alessandro Clerici, Presidente FAST-Federazione Associazioni Scientifiche e Tecniche, commenta in un’intervista esclusiva a ORIZZONTENERGIA le nuove prospettive energetiche nello scenario globale.

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– Quali sono le ragioni del fallimento della conferenza di Copenhagen e le possibili strategie futurefuture
Contratto a termine standardizzato, stipulato all’interno di un mercato regolamentato, in cui chi lo sottoscrive si prende l’obbligo di acquistare o vendere un determinato bene ad una data e prezzo prefissati.
?

La conferenza di Copenhagen si è rivelata un fallimento perché gli interessi dei paesi in via di sviluppo, che hanno consumi pro capite irrisori rispetto a quelli dei paesi industrializzati, non possono accettare una limitazione alla loro crescita, che è legata fondamentalmente ad un aumento dei consumi energetici. Questo è il problema di fondo. Invece di continuare a investire in Italia in eolico e fotovoltaico con meccanismi di incentivazione dai costi altissimi, occorrerebbe una sorta di piano Marshall globale sull’energiaenergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
. Il sistema di incentivi attuale va a pesare sulle bollette di tutti: entro il 2020, porterà a un aumento dei costi dell’elettricità pari a 7 miliardi di euro, compromettendo anche la competitività delle nostre aziende che già hanno i conti più salati d’Europa. Meglio, allora, impiegare questi investimenti per migliorare l’efficienza dei sistemi di produzione e utilizzo di energia dei paesi emergenti.
A livello globale, poi, ci sono una serie di politiche che stanno avendo ricadute negative. Recentemente sono stato in Malesia, dove la Bdi, la Confindustria tedesca, ha delocalizzato alcune fabbriche di calce. In questo modo si ottengono dei vantaggi fiscali, non si pagano le emissioni di Co2Co2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

, la manodopera costa meno e le tariffe elettriche godono di sovvenzioni statali. D’altro canto, la produzione di un chilo di calce in Malesia genera il 40% di anidride carbonica anidride carbonica
(CO2)

Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosferaatmosfera
Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).in più che non in Europa, perché meno efficiente. Il risultato finale della delocalizzazione, quindi, è negativo sia per la sussistenza dell’industria e dell’occupazione europea, sia perché aumentano le emissioni totali di Co2. E la gente dovrebbe capire che generare Co2 in Malesia o in Italia non fa differenza, perché l’effetto serra è un problema globale e non locale.

– Quali sono i problemi principali legati allo sviluppo delle energie rinnovabilienergie rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
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Il problema fondamentale è il costo, che dipende sia dall’investimento iniziale, sia dall’aleatorietà della produzione di energia dovuta a fattori esterni quali le condizioni meteorologiche. Per aumentare il numero di KwKw
Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
/h prodotti bisognerebbe abbattere drammaticamente gli oneri d’investimento per l’installazione degli impianti. Inoltre, anche quando mancano il sole o il vento, noi abbiamo ancora bisogno di un certo quantitativo di energia; servirebbe un modo per immagazzinare l’elettricità prodotta, ma i mezzi per farlo non saranno disponibili nel breve e medio termine. Il Giappone sta investendo grandi somme su questo fronte, ma le soluzioni attuali, come le batterie, i volani? e la criogenia, sono ancora a uno stadio infantile e costano moltissimo.
L’eolico è molto più competitivo del fotovoltaico e conta una potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
installata in tutto il mondo pari a circa dieci volte quella derivante da energia solareenergia solare
Energia radiante derivante dal Sole e che raggiunge la Terra sotto forma di radiazione elettromagnetica. Ad oggi esistono fondamentalmente due modi per sfruttare l’energia solare direttamente: attraverso i pannelli solari (per la produzione di energia termica ed elettrica), pannelli fotovoltaici (per la produzione di energia elettrica). L’energia dal Sole è fondamentale anche per lo sviluppo delle altre forme di energia rinnovabili (per esempio per la crescita della biomassa, per i moti dei venti, per il ciclo idrologico delle acque, ecc..).
. Gli impianti eolici, però, devono essere integrati da centrali elettriche convenzionali che non funzionano a pieno regime, ma che si limitano a compensare i ribassi di produzione energetica derivanti dai cali di vento.

-Come raggiungere gli obiettivi del 20-20-20% fissati dall’Unione Europea?

Ci sono due vie complementari: quella del risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
e quella dell’efficienza. Risparmiare energia implica il privarsi di una serie di consumi non essenziali, obbligando ad esempio la gente a non usare l’auto o ad abbassare i riscaldamenti, e ha quindi un impatto sociale sul nostro stile di vita. L’efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
consente di raggiungere gli obiettivi europei del 20-20-20% più rapidamente: diminuendo il totale dei consumi, anche l’energia necessaria per arrivare al 20% da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
si riduce in proporzione. L’Europa si sta muovendo in questa direzione con la strategia del “bastone”, ingiungendo di mettere in servizio solamente motori altamente efficienti. Ovviamente occorre anche la “carotacarota
Campione di roccia prelevato quando si intende analizzare e studiare la conformazione litologica delle rocce sedimentarie al fine di rilevare l’eventuale presenza di idrocarburi.
”, ovvero una serie di incentivi per la rottamazione e sostituzione dei vecchi impianti a maggior consumo energetico. Ma cosa si intende davvero quando si parla di un motore efficiente? Servirebbe uno standard mondiale che definisca l’efficienza energetica.

– Le altre fonti rinnovabili, come le biomasse o l’energia da idrogenoidrogeno
Primo elemento della tavola periodica, presente sulla Terra in forma combinata, soprattutto nell’acqua e nei composti organici. Esso è costituito da 3 isotopi: prozio (cioè l’idrogeno propriamente detto) per più del 99.9 %, il deuterio e il trizio. La forma molecolare dell’idrogeno (H2) dà origine ad un gas inodore, incolore, altamente infiammabile e molto più leggero dell’aria (ecco perché lo si trova in bassissime concentrazioni in atmosfera).
, possono dare un contributo rilevante?

In Italia le biomasse sono sottosviluppate, mentre potrebbero essere determinanti per raggiungere l’obiettivo europeo del 20 per cento. Bisogna però stare attenti alle polveri sottili da combustionecombustione
Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l’ossigeno presente nell’aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
e a non utilizzare dei terreni che siano impiegati anche per l’agricoltura e l’alimentazione. Anche su questo fronte bisognerebbe rivedere gli incentivi, che oggi, assurdamente, sono accordati solo per la produzione di elettricità e non di calore, che è persino più importante in termini d’impatto ambientaleimpatto ambientale
L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
. L’idrogeno rappresenta una bella soluzione ai problemi energetici, ma se ne potrà parlare solo tra qualche decade. Ad oggi è una via difficilmente percorribile, in Italia come nel mondo: vi è il problema della produzione, che deve avvenire a costi vantaggiosi e senza una produzione eccessiva di Co2, e quello della sicurezza dei trasporti, da sempre.

– Quale sarà il ruolo dell’energia nucleareenergia nucleare
Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l’uraniouranio
Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell’aria e nell’acqua. L’uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l’uranio 238 (per il 99.9 %), l’uranio 235 (l’uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l’uranio 234, in piccolissime tracce.
 235, contenuto in piccola concentrazione nell’uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l’enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all’acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
in questo scenario?

In realtà negli ultimi venti anni il nuclearenucleare
Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
non ha perso terreno soprattutto perché la performance delle centrali esistenti ha continuato a migliorare. Nello stesso periodo, però, non sono state costruite nuove centrali, se si fa eccezione per la Cina e pochi altri Paesi. Certo, il petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
era a prezzi stracciati e l’effetto Chernobyl è stato dirompente, mentre oggi ci troviamo di fronte a una situazione completamente diversa con il barilebarile
Unità di misura in uso nei Paesi anglofoni per la misura volumetrica del petrolio e dei suoi derivati. Corrisponde a circa 159 litri.
a 70 dollari e le prospettive incerte per il futuro. Sicuramente le scorte di combustibili fossili non si esauriranno prima di molti decenni e, anche se i prezzi dovessero salire man mano che le risorse naturali vanno assottigliandosi, il problema più urgente resta quello della sostenibilità ambientale.
Il nucleare non produce anidride carbonica ed è in grado di rendere una nazione indipendente dalla volatilità dei prezzi e dalle circostanze geopolitiche. La crisi, però, ha rallentato lo sviluppo del settore. In Italia, al momento, c’è un eccesso di produzione energetica e si stima che i consumi impiegheranno 7 anni per tornare ai livelli del 2007. Così, anche gli investimenti in nucleare tendono a essere rimandati più in là nel tempo. Il record mondiale di installazioni nucleari spetterà alla Cina, con 180.000 MW di potenza installata entro il 2030; il 95% dell’energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
impiegata nel Paese, però, deriverà ancora da fonti fossili. Sarebbe auspicabile un cambio di politica internazionale volto a trasferire know-how e tecnologie di efficienza energetica alla Cina e all’India, così da minimizzare l’impatto ambientale dei loro consumi futuri. Non sarà facile, ma è pur sempre più economico che non installare in Europa impianti eolici e fotovoltaici.

– Quali sono i problemi da superare sul fronte dell’energia nucleare?

Come presidente del World Energy Council, sono stato tra i primi a riproporre in Italia il dibattito sul nucleare. Mi sto rendendo conto, però, che l’approccio al tema non è stato dei migliori. Serve una campagna di informazione e divulgazione rivolta a tutta la popolazione: in mancanza di dati corretti e completi, la gente continuerà a opporsi al nucleare. Oggi l’obiezione principale riguarda le scorie: basterebbe spiegare chiaramente che 8 reattori da 1.600 mW, nel giro di 60 anni, producono un volume di scorie non superiore a un cubo di venti metri per lato. Viceversa, le cenericeneri
Materiale di natura inorganica che rappresenta il residuo della combustione del carbone.
derivanti dalle centrali a carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
, il calcare da utilizzare per la desolforazionedesolforazione
Processo chimico di trattamento dei fumi di combustione per ridurre gli ossidi di zolfo. Può anche indicare il processo di raffineria con il quale si separa lo zolfo dai prodotti petroliferi.
e il gesso che produce, occupano volumi enormi.
Certo, bisogna dire che in caso d’incidente nucleare sia l’impatto ambientale sia la durata degli effetti nel tempo sono molto elevati. Inoltre, i reattori di quarta generazione, che consumano un centesimo dell’uranio richiesto dagli impianti attuali generando quindi un centesimo delle scorie, non saranno realizzabili prima del 2040 e non è detto che siano destinati a essere più sicuri di quelli attuali. La disponibilità dell’uranio, invece, non costituisce un grande problema: ai consumi attuali, ce n’è per almeno 100 anni se si considera solo quello estraibile a meno di 130 euro al chilo, e per più di 300 anni considerando la quantità totale.

– Una ricerca di Areté Energia dimostra come la sfera razionale, quando si parla di nucleare, sia meno importante di quella emotiva. La semplice informazione mediatica è sufficiente a formare l’opinione pubblica?

Con il mio gruppo ho svolto tre sondaggi in Svezia, Stati Uniti e Svizzera: abbiamo verificato che i giovani, le donne e gli intervistati con una minore preparazione culturale sono tra i principali oppositori del nucleare, mentre chi abita già nelle vicinanze di un reattore non ha mai avuto alcun problema.
Iniziative come il vostro portale web ORIZZONTENERGIA sono lodevoli e dovrebbero essercene di più; il problema di fondo nel fare informazione, purtroppo, è che le tematiche energetiche sono diventate oggetto di interpretazione politica, mentre l’energia e l’ambiente non sono né di destra né di sinistra. Il nucleare in Italia è in bilico sia perché non è stato fatto nulla sul piano della comunicazione al pubblico, sia perché richiede una pianificazione di lungo termine e non può essere portato avanti da una sola parte politica senza il consenso dell’opposizione.

Annalia Martinelli

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