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Dopo il sole e il vento ora anche dalla pioggia sarà possibile ricavare elettricità

    Realizzato in Inghilterra un sistema ibrido in grado di catturare energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)

     

    Generare energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    attraverso i raggi solari e la forza del vento è ormai una realtà consolidata nel mondo industrializzato. Anzi, in alcuni casi sta diventando la scelta vincente. Ma finora riuscire a tramutare in elettricità la pioggia nessuno ci aveva ancora pensato.

    Una novità in tal senso arriva dall’Inghilterra, dove un ricercatore, Elias Siores, che lavora presso l’Institute for Materials Reasearch and Innovation dell’Università di Bolton, ha messo a punto un sistema ibrido in grado di catturare la forza dei tre elementi della natura (sole, vento, pioggia) anche contemporaneamente e tramutarla successivamente in elettricità.

    In sostanza si tratta di alcuni nastri flessibili costruiti con materiali piezoelettrici, capaci cioè di convertire l’energia meccanicaenergia meccanica
    Somma dell’energia potenziale e dell’energia cinetica che in un mondo ideale privo di attriti rimarrebbe costante. In realtà in tutti i processi fisici parte dell’energia meccanica viene dissipata dalle forze d’attrito, ma non scompare nel nulla: essa si trasforma nell’energia interna delle molecole che costituiscono i corpi tra cui c’è stato attrito ed è accompagnata da un aumento di temperatura. Facciamo l’ esempio di un sasso che cade. Durante il moto dell’oggetto l’energia cinetica e l’energia potenziale assumono valori diversi istante per istante. In particolare, l’energia cinetica aumenta (perché cresce la velocità) e quella potenziale gravitazionale diminuisce (perché l’altezza diminuisce). Nonostante queste grandezze cambino continuamente, la loro somma rimane costante in assenza di attriti. Ma visto che gli attriti esistono, parte del l’energia meccanica viene dispersa e, alla fine, si ritrova sotto forma di calore del sasso e dell’aria che, sebbene in modo impercettibile, si sono portati ad una temperatura maggiore.
    di una sollecitazione in energia elettrica. Il piezoelettrico ceramico è rivestito di fluoruro di polivinilidene (PVDE), un materiale polimerico, che funge da film fotovoltaico. Quindi, ogni volta che il nastro viene mosso dal vento, colpito dalla pioggia o dal sole, genera elettricità. Al momento si tratta di un sistema utilizzato soprattutto per applicazioni di piccole dimensioni (come i cellulari) ma il fatto che un nastro di 10 cm possa generare fino a 2W di energia in condizione di pieno sole (studio su Smart Materials and Structures) lascia intravvedere possibili investimenti per generatori anche di larga scala.

     

    Fonte: Terna, 25/08/2011

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