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Ecco il nostro ‘Sistema urbano intelligente e sostenibile’

  • Autore: Sergio Chiamparino

di Sergio Chiamparino, Presidente Anci

Att_App_Loghi/ART_INT/S_Chiamparino.jpgNel conseguimento degli obiettivi come la mitigazione del cambiamento climatico, la produzione di energiaenergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
e il risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
, è di cruciale importanza il ruolo dei Comuni e in particolare dei sistemi urbani, attraverso l’ottimizzazione delle risorse, il coinvolgimento dei cittadini verso un cambiamento culturale e comportamentale, la spinta allo sviluppo “verde” delle nuove tecnologie mediante l’utilizzo stesso delle ICT. A tutti, cittadini, imprese e pubblica amministrazione, viene chiesto uno sforzo in più, un passo avanti necessario, poiché ciascuno di noi è attore responsabile nella tutela dell’ambiente.
Il ventaglio degli interventi che l’Anci, Associazione nazionale Comuni italiani, ha già messo in campo è strutturato e complesso: prima di tutto fare emergere i fabbisogni delle comunità locali, quali sono i consumi/disfunzioni energetici di un territorio, affinare la conoscenza di opportunità già sviluppabili di approvvigionamentoapprovvigionamento
Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
alternativo, valorizzare la diffusione di buone pratiche ambientali già attivate nei contesti locali, evidenziando e veicolando l’attività dei Comuni.
I settori primari di intervento nelle nostre città sono anche quelli “ad alto impatto”: dalla pianificazione e gestione territoriale, alla produzione energetica, distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
e consumo, dal trasporto di merci alla mobilità delle persone, dalla costruzione e gestione del consumo degli edifici, ad ambiti altrettanto complessi come l’istruzione, la sanità e la gestione dei rifiuti.
Sono molteplici gli esempi di iniziative realizzate in tutta Europa dai Comuni e basati sul concetto di “sistema urbano intelligente e sostenibile”. Sono diversi i casi di sperimentazione e investimento, pur nell’esiguità delle risorse disponibili, anche in Italia: Genova, ad esempio, ne è una dei testimonial di primo piano. E l’Anci sta puntando a sviluppare, in accordo con i maggiori player nazionali e locali e i soggetti pubblici coinvolti, un proprio modello di città intelligente e innovativa da proporre alle prossime candidature europee. Crediamo che sistematizzare e diffondere tali esperienze aiuti a rinforzare le azioni di tutte le parti coinvolte, a partire dalle istituzioni e dai governi nazionali. In questo contesto, approcci integrati e pionieristici possono costituire utili e replicabili banchi di prova. I soggetti da coinvolgere in prima istanza sono amministratori e dirigenti della città, agenzie energetiche comunali, il mondo della ricerca e dell’ innovazione, rappresentanti di governi nazionali, fino al tessuto produttivo e le imprese di servizi correlate.
Tra le buone pratiche, anche in Italia si diffonde sempre più frequentemente l’utilizzo degli acquisti verdi, a partire dal comparto pubblico, che ha ancora un potere d’acquisto considerevole, il cosiddetto Green Public Procurement, insieme ad altre applicazioni basate sulle “ Green IT”, tese alla virtualizzazione / dematerializzazione tecnologica di alcuni processi e servizi (City Smart Card, Green Data Center, gestione intelligente di climatizzazione, ecc.).
Ragionare e investire sulle città innovative e intelligenti rappresenta quindi opportunità di sviluppo economico, stimolo della filiera e recupero urbano, dai grandi siti dismessi di produzione industriale ai grandi poli tecnologici sedi spesso di distretti innovativi, sostenendo contemporaneamente dal basso i comportamenti virtuosi e dando visibilità ai vantaggi individuali e collettivi, anche in termini monetari. E considerando la città come un sistema complesso di molteplici organismi in relazione tra loro, anche la gestione del “trade-off” tra progresso ed effetti determinati dal cambiamento diventa un fattore di successo per l’equilibrio del delicato ecosistemaecosistema
È l’insieme di tutti gli organismi viventi (animali e vegetali) presenti in un determinato ambiente e delle relazioni che intercorrono tra di loro e tra essi e il sistema fisico circostante.
urbano e della qualità della vita dei suoi abitanti.
Accanto alle città, una sfida altrettanto importante sta riguardando i Comuni medi e piccoli, che rappresentano per dimensione maggioritaria di comunità locale in Italia. Verso i piccoli comuni l’Associazione presta attenzione particolare, dedicando supporto e animazione specifici e aiutando la sensibilità degli amministratori che, seppur con i limiti di bilancio e i lacci del patto di stabilità, introducono sempre più numerosi il principio della sostenibilità nelle loro azioni di governo locale. Sono circa 6.000 i Comuni che hanno installato almeno un impianto per le energie rinnovabilienergie rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
sul proprio territorio, quasi 600 i Comuni che hanno già adottato Linee guida e regolamenti ad hoc per risparmiare energia, diminuire le emissioni inquinanti, recuperare acqua piovana e riciclare materiali da costruzione. I dati del Rapporto sui “Comuni Rinnovabili” di Legambiente, come anche i dati dei “Comuni Ricicloni 2009” per i rifiuti, dimostrano un impegno crescente a cui non sempre si accompagnano azioni, sufficientemente adeguate da parte del Governo.
Per tale motivo, l’associazione si sta spendendo attivamente, per rappresentare i Comuni nelle sedi istituzionali competenti e sensibilizzare i livelli politici e tecnici, a partire dal presidio dei provvedimenti chiave sui temi in oggetto, affinché il quadro normativo e il sistema di regole nazionali siano il più possibile comprensivi degli interessi e delle esigenze delle amministrazioni locali, e affinché i Comuni siano presenti nei contesti e momenti di maggiore rilevanza europea. L’Italia è infatti il secondo Paese, dopo la Spagna, ad avere sottoscritto al Patto dei Sindaci e il secondo anche per numero di comuni aderenti, ma occorre che parallelamente i Comuni siano messi nelle condizioni di potere rispondere adeguatamente agli impegni presi, con la definizione e la chiara attribuzione di risorse economiche. Ne sono testimonianza due provvedimenti chiave nel settore delle rinnovabili: le linee guida, da pochi giorni pubblicate e tanto attese anche dal comparto produttivo, previste dal decreto legislativo 387, per l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti di produzione di elettricità da fonti rinnovabili, e il nuovo decreto conto energiaconto energia
Il Conto Energia è una forma di incentivazione statale a sostegno della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
Entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 2007, consiste nell’attribuzione di una tariffa incentivante, proporzionale all’energia prodotta, in base alla tipologia di impianto (non integrato architettonicamente, parzialmente integrato, integrato). Le tariffe vengono corrisposte per un periodo di 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto e rimangono costanti per l’intero periodo.
. Nel primo caso l’Anci si è impegnata perché fossero tutelati gli interessi delle amministrazioni comunali in particolare dei territori impattati, nel pieno rispetto delle competenze urbanistiche e programmatorie dei Comuni, e perché fossero riconosciute adeguate misure compensative in corrispondenza di installazione degli impianti, favorendo il riconoscimento di corrispettivi, sebbene non direttamente monetari, orientati a servizi coerenti con l’ambito di intervento, da destinare ad interventi di efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
, o ad azioni necessarie di sensibilizzazione della cittadinanza proprio sui temi energetici e ambientali. Nel secondo caso, il contributo dell’Anci è stato finalizzato, in sintonia con la linea seguita dal Ministero dello Sviluppo Economico, affinché il nuovo strumento sia premiante verso le esperienze maggiormente rispettose del territorio, gli interventi integrati, alcune tipologie di intervento e beneficiario, tra cui i piccoli comuni, promuova le applicazioni tecnologiche innovative, capaci di generare ricadute positive sia per i Comuni sia per le filiere produttive e gli indotti locali, dando ulteriore valore alle risorse disponibili, preveda verso il patrimonio pubblico un maggiore tetto di finanziamento attraverso l’accesso a fondi strutturali e tariffe incentivanti.
Infine, l’Anci si è espressa positivamente in merito al Piano nazionale per le Fonti Energetiche RinnovabiliFonti Energetiche Rinnovabili
Chiamate anche fonti rinnovabili: fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani (D.lgs 29 dicembre 2003, n. 387 in attuazione della DIR. 2001/77/CE).
predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, riconoscendo lo sforzo di affrontare in maniera articolata e piuttosto esaustiva il quadro estremamente complesso dell’approvvigionamento da fonti energetiche rinnovabili. Tuttavia, se dal punto di vista delle stime e delle proiezioni quantitative il piano è sembrato complessivamente dettagliato e sostenibile, ci è apparso più critico il percorso attuativo, di cui si sottolinea innanzitutto la necessità di condivisione a tutti i livelli di governance, verso gli stakeholder e la cittadinanza. Il coinvolgimento delle amministrazioni comunali è ad esempio fondamentale nell’esame delle condizioni di inquinamento locale (qualità dell’aria…) in grado di indirizzare verso un maggiore ricorso alle fonti rinnovabili e verso relativi programmi di intervento con strumenti finanziari appositi (fondo garanzia). Ciò è quanto mai coerente con le azioni che proprio i Comuni, in particolare i comuni medio-grandi, stanno portando avanti con appositi strumenti e provvedimenti più volte condivisi anche in ambito nazionale.
Condividere le criticità oltre che le buone pratiche è fondamentale per l’apprendimento collettivo: in quest’ottica fare benchmarking dovrebbe stimolare un meccanismo di concorrenza tra le città, in grado di accelerare il passo verso il raggiungimento degli obiettivi 20/20/20.

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