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Economia circolare: Il circolo virtuoso delle distillerie

    L’attività distillatoria valorizza tutta una serie di materie prime agricole, dando loro una seconda vita. Questo processo, però, va salvaguardato da pratiche illegali, come nel caso del brandy, o valorizzato,  come per l’acido tartarico naturale.

    Dall’uva al distillato fino ad arrivare all’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    : il modello delle distillerie è uno degli esempi più significativi di economia circolareeconomia circolare
    Modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Si tratta di un sistema opposto a quello definito “lineare”, che parte dalla materia e arriva al rifiuto.
    . Lo ha ribadito AssoDistil in occasione della sua 71ma assemblea annuale, lanciando un appello per salvaguardare  le eccellenze produttive della distillazione italiana.

    Ogni anno, ledistillerie lavorano tonnellate di materie prime agricole, come cereali, frutta, vino e vinacce che sono trasformati in numerosi altri prodotti: solo le cantine vinicole conferiscono alle distillerie un milione di tonnellate di sottoprodotti, garantendo la qualità dei vini ed evitando possibili sofisticazioni.

    Materie prime agricole, valorizzazione dei residui, produzioni diversificate, energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    , termica, biogasbiogas
    Miscela di gas prodotti in seguito ad un processo di digestione anaerobica di materiale organico di origine vegetale e animale. Alcuni batteri provvedono a decomporre il materiale organico, in ambiente privo di ossigeno, producendo una miscela gassosa formata da metano (50÷70%), anidride carbonica (35÷40%) e tracce di altri gas. Le materie prime utilizzabili sono residui agricoli, zootecnici dell’industria agro-alimentare, acque e fanghi reflui.
    , bioetanolobioetanolo
    Biocombustibile prodotto mediante un processo di fermentazione alcolica di prodotti agricoli ricchi di zucchero o amido (per esempio la canna da zucchero, la barbabietola da zucchero, il mais, l’orzo, il grano, le patate, ecc..) o da residui ricchi di cellulosa. Il bioetanolo presenta caratteristiche fisico-chimiche simili alla benzina e questo permette un suo utilizzo nelle miscele in percentuali fino al 20%.
    e biometano: un’industria sana che investe nella sostenibilità e migliora l’ambiente, creando al contempo posti di lavoro e garantendo gettito erariale. “E’ questo il concetto di economia circolare – ha spiegato Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil – che si cala perfettamente nello scenario produttivo delle nostre imprese virtuose”.

    Delle distillerie si ha spesso un’immagine riduttiva. “Si tratta in realtà di un settore complesso – ha sottolineato il numero uno dei distillatori – che genera un’economia ecologicamente e socialmente sostenibile: tutto ciò che entra in distilleria viene trasformato in molti prodotti di uso quotidiano”.

    Il cerchio virtuoso della distilleria si chiude con l’energia. Attraverso la combustionecombustione
    Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l’ossigeno presente nell’aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
    e la digestione dei residui della distillazione, le distillerie producono quasi 300.000 Mwh all’anno di energia elettrica, fornendo un contributo significativo al miglioramento della qualità dell’ambiente.

    L’ultima novità del comparto riguarda il bioetanolo, biocarburante avanzato di origine vegetale, la cui matrice sono sottoprodotti e colture agricole dedicate, quindi non utilizzabili in alimentazione, umana o animale. Secondo dati di AssoDistil, la capacità produttiva delle aziende italiane è pari a 215mila tonnellate l’anno. “Proprio perché riteniamo che questo biocarburante possa aprire grandi possibilità al settore  – ha annunciato il presidente Emaldi – abbiamo creato una nuova sezione di AssoDistil dedicata al bioetanolo”.

    Un sistema di gestione perfetto che la crisi delle acquaviti da vino e la concorrenza sleale operata dall’acido tartarico cinese, di origine sintetica, contro quello italiano di origine naturale, hanno messo in seria difficoltà. Oggi, le acquaviti di vino sono giunte al minimo storico di produzione di 10mila ettanidri. Nel giro di 6 anni, sono calate del 90%.

    Non va meglio all’acido tartarico naturale “Made in Italy” che si trova a contrastare l’invasione del concorrente prodotto in Cina, derivato dal benzene o dal butanobutano
    Gas incolore, inodore, non tossico (formula C4H10) prodotto dalla raffinazione del petrolio greggio e del gas naturale. Avendo densità maggiore di quella dell’aria ed avendo un limite di infiammabilità molto basso è pericoloso perché forma miscele facilmente infiammabili; viene quindi odorizzato per renderne evidente l’eventuale presenza nell’aria.
    . “Occorre modificare la normativa a livello UE – ha messo in guardia Antonio Emaldi, presidente dei distillatoridifferenziando la denominazione del nostro additivoadditivo
    Sostanza che in piccole quantità viene aggiunta al combustibile allo scopo di migliorarne le prestazioni. Sostanze aggiunte in quantità elevata, normalmente superiore all’1%, sono dette componenti.
    . L’export di acido tartarico sintetico cinese ha raggiunto un volume pari all’intera produzione europea di quello naturale
    ”.

    Fonte: AssoDistil

     

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