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Economia circolare: Il primato agrodolce dell’Italia

Il nostro paese ha il maggior indice di circolarità in Europa ma mostra pochi segnali di crescita rispetto agli altri paesi

    L’Italia è il primo paese italiano secondo l’indice complessivo di circolarità, che restituisce un valore commisurato per grado di uso efficiente delle risorse, utilizzo delle materie prime seconde, innovazione nelle categorie di produzione, consumo e gestione dei rifiuti. Il valore finale attribuito al nostro paese è 103, che paragonato ai paesi che seguono l’Italia rende l’idea delle buone condotte nazionali in materia.

    Al secondo posto della classifica troviamo il Regno Unito con 90 punti, seguito da Germania con 88, Francia con 87 e Spagnia con 81.

    Tuttavia nonostante il primato suona comunque una campanella d’allarme per il nostro paese: la crescita nazionale infatti rischia di arrestarsi in favore della crescita degli altro paesi europei che stanno registrando un impulso fornito dal nuovo pacchetto di direttive dello scorso Luglio. L’Italia infatti rispetto al 2017 ha totalizzato solo un punto in più mentre paesi come Francia o Spagna ne hanno totalizzati rispettivamente 7 e 13 in più rispetto all’anno precedente.

    Il messaggio emerso dal Primo Rapporto Nazionale sull’Economia circolare in Italia 2019 (promosso e realizzato dal Circular Economy Network e da ENEA) è di recepire quanto prima e con un approccio totale le politiche europee in materia, dando inoltre avvio a quei decreti che regolano come trattare e dove destinare i rifiuti che possono diventare una materia prima per il comparto manifatturiero. Inoltre un migliore approccio delle politiche europee garantirebbe anche un ritorno economico da non sottovalutare.

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